Colleranesco chiede più manutenzione: «Comune in ritardo»

11 Dicembre 2023

Appello dei residenti della popolosa frazione di Giulianova Vogliono anche nuove fognature nel centro dell’abitato 

GIULIANOVA. Pulizia, messa in sicurezza di alcune aree della frazione, taglio di alberi pericolanti, abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche nuove fognature: sono queste le principali richieste avanzate nei mesi scorsi al Comune dai residenti di Colleranesco, ma che ad oggi restano ancora insoddisfatte. Come ricorda il portavoce dei residenti della frazione Nevio Piccinini, il 12 settembre, in seguito ad una partecipata assemblea, nella quale erano anche presenti esponenti dell’amministrazione comunale, i cittadini hanno inviato una lettera indirizzata al sindaco e agli amministratori con l’elenco di tutte le criticità esposte. A queste situazioni rappresentate si aggiunge la richiesta per la realizzazione di una rete fognaria che tocchi anche le abitazioni del centro e non solo via Mulino da capo.
«Ho parlato con gli assessori di competenza Di Candido e Giorgini anche di recente, al fine di sollecitare le varie criticità esposte dai residenti», riferisce Piccinini, «mi è stato risposto che i lavori per gli asfalti che interessano il centro saranno avviati a marzo. Per quanto riguarda invece gli interventi di messa in sicurezza della piazza siamo ancora in attesa, sebbene ci avessero assicurato che sarebbero partiti dopo la castagnata di San Martino. Nel frattempo», precisa Piccinini, «sono solo stati sostituiti alcuni giochi in prossimità della scuola, mentre nessun intervento di potatura è stato avviato in via Fontenoce, dove ci sono diversi grandi olmi secchi e pericolanti che andrebbero abbattuti, o di pulizia del fogliame, specie in via Trifoni, nel lato che costeggia la chiesa».
L’assessore al verde pubblico Paolo Giorgini dichiara: «Le piante di via Fontenoce ricadono su un terreno privato appartenente a persone che risiedono anche all’estero: l’iter è stato comunque aperto, stiamo cercando di evitare che l’abbattimento avvenga attraverso un’ordinanza di pubblica sicurezza, con gli oneri a carico di privati, ma di farlo fare a loro spontaneamente. Per quanto invece riguarda le altre opere pubbliche, come gli asfalti e i marciapiedi», conclude Giorgini, «sono procedimenti un po’ più lunghi per le pubbliche amministrazioni».
Stefania Gervasini
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