Coltellata a scuola, già sentiti 25 testimoni

4 Marzo 2018

L’inchiesta penale: in settimana previste altre 15 audizioni di studenti, docenti e personale ausiliario 

GIULIANOVA. Sono continuate, per tutta la settimana appena trascorsa, le audizioni delle persone informate sui fatti verificatisi lo scorso 20 febbraio nei corridoi dell’istituto tecnico industriale di via Gramsci, quando una lite tra due studenti dell’Ipsia Pagliaccetti (ospitati all’Iti per l’inagibilità della loro storica sede) è finita con un colpo di coltello sferrato al viso da uno dei contendenti, un alunno 18enne di Giulianova, al compagno 17enne di origine marocchina. Le testimonianze sono state rese ai carabinieri della locale stazione, coordinati dal comandante Angelo Varletta, così come disposto dal magistrato Greta Aloisi della Procura della Repubblica di Teramo, che ha tracciato il percorso delle indagini. Fino ad ora, tra docenti, personale ausiliario e studenti, sono state ascoltate venticinque persone. In totale i verbali da rimettere al magistrato, al fine di fare piena luce sull’accaduto, dovrebbero essere quaranta. E’ probabile che il lavoro svolto e da svolgere dagli uomini dell’Arma venga concluso nel corso della settimana entrante.
L’inchiesta portata avanti dai carabinieri, tesa a ricostruire i fatti con l’accertamento dei risvolti penali, è parallela a quella avviata dalla scuola e conclusa solo a metà. Infatti il consiglio d’istituto dell’Ipsia, unitamente al dirigente Luigi Valentini, sulla scorta degli elementi a disposizione, ha assunto la decisione di comminare al ragazzo diciottenne che ha sferrato la coltellata la sospensione dall’attività didattica fino al termine dell’anno scolastico 2017-2018. La conseguenza sarà quella della perdita di un anno di scuola in funzione dell’ottenimento del diploma professionale. Unico risvolto positivo per l’alunno, che si sarebbe riservato di presentare ricorso tramite un legale di fiducia per chiedere la revoca della sospensione inflittagli, sarebbe la possibilità concessagli di poter aderire ad un progetto scuola-lavoro che gli permetterebbe di acquisire la qualifica professionale.
Ancora tutto fermo invece per ciò che riguarda il provvedimento da assumere nei confronti del diciassettenne di origini marocchine ferito alla guancia dal fendente infertogli dal suo compagno d’istituto. Il dirigente scolastico attende il suo ritorno a scuola al fine di poterlo sentire e, quindi, di riunire nuovamente il consiglio d’istituto per l’assunzione di eventuali sanzioni disciplinari. (al.al.)
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