Coltellata al compagno della ex Teramano condannato a 8 anni

15 Luglio 2021

Giudicato con il rito abbreviato il 41enne che a marzo ha aggredito il rivale vicino alla questura Il pm ne aveva chiesti nove: «Quel fendente arrivato a pochi centimetri dal cuore poteva uccidere»

TERAMO. Le motivazioni, annunciate tra novanta giorni, diranno il perché. Per ora c’è una condanna a otto anni per tentato omicidio a chiudere in primo grado il processo a Giorgio Di Camillo, il 41enne teramano che nel marzo scorso sferrò una coltellata al nuovo compagno della sua ex convivente in pieno centro a Teramo. E in attesa di conoscerle è possibile ipotizzare che a legare quelle motivazioni ci sia un solo filo: quella coltellata, arrivata a pochissimo dal cuore, poteva uccidere il 50enne W.V.
La sentenza, arrivata al termine di un rito abbreviato che prevede la riduzione di un terzo della pena in caso di condanna, è stata emessa dal gup Roberto Veneziano. La Procura (pm d’udienza Laura Colica, pm titolare del fascicolo Greta Aloisi) aveva chiesto una condanna a nove anni. Per l’uomo, attualmente detenuto nel carcere di Isernia e assistito dall’avvocato Paola Petrella, il giudice ha sospeso la misura cautelare.
La parte offesa (assistita dall’avvocato Nello Di Sabatino) è stata risarcita economicamente e non si è costituita parte civile. Nel fascicolo della Procura per l’uomo è caduta l’aggravante dei futili motivi. Secondo la ricostruzione fatta in questi mesi dagli inquirenti delegati dalla polizia giudiziaria i due in passato si sarebbero già affrontati verbalmente dopo che il ferito aveva iniziato un rapporto sentimentale con la ex compagna dell’accoltellatore. Diverbi solo verbali fino al drammatico epilogo avvenuto nella serata del 25 marzo di quest’anno in via Pasquale Morganti, a pochi metri dagli uffici della questura teramana di viale Bovio. Secondo la versione fornita dalla polizia Di Camillo intorno alle 23.30 era andato sotto casa dell’altro e qui, dopo aver citofonato al suo portone, gli aveva chiesto di scendere. L’altro si era affacciato alla finestra e tra i due erano volate parole grosse. Poi il ferito era rientrato in casa e, molto probabilmente pensando che l’altro fosse andato via, dopo qualche tempo era uscito per portare a spasso il cane. Una volta in strada era stato affrontato dall’altro che era rimasto nella zona. Tra i due ancora una volta sarebbero volate parole grosse fino a quando Di Camillo lo aveva colpito prima con un bastone facendolo cadere a terra e poi con un coltello sferrandogli alcuni fendenti uno dei quali, il più grave, lo aveva raggiunto al polmone. Inizialmente le sue condizioni erano sembrate gravi, ma con il passare del tempo fortunatamente sono migliorate. A dare l’allarme quella drammatica sera era stata la mamma del ferito che si era presentata nella vicina questura chiedendo aiuto e raccontando che il figlio era stato aggredito e accoltellato mentre era in strada. L’aggressore era stato bloccato da una pattuglia della volante a poca distanza dal luogo dell’aggressione. Nel corso dell’udienza di convalida l’uomo aveva smentito di aver colpito l’altro per gelosia della sua ex e di averlo fatto per problemi riguardanti la gestione del figlio minore.
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