Coltellate e colpi di pistola Tre feriti e due arrestati

14 Ottobre 2018

Rissa scoppiata nel bar dell’hotel Atlante degenera nel piazzale

ALBA ADRIATICA. L’epilogo con due arresti arriva nel pomeriggio dopo ore di interrogatori conditi da tanti «non ricordo» a raccontare una notte di colpi di pistola, coltellate e bastonate.
Perché dalle 3 alle 4 è successo di tutto nel piazzale antistante l’hotel Atlante di Alba Adriatica con un 38enne italiano in fuga raggiunto da un colpo di pistola, un albanese accoltellato e un suo connazionale colpito in testa con una mazza da baseball. E sarà quest’ultimo, Arlin Cera, 33 anni, ad essere arrestato con l’accusa di tentato omicidio: è stato lui, che ha raccontato di lavorare come cameriere nell’hotel, ad ammettere di aver sparato quando è stato trovato in una stanza dell’albergo e a far ritrovare l’arma, una Beretta calibro 7.65 con la matricola abrasa. Attualmente è piantonato all’ospedale di Teramo. Così come è piantonato in ospedale Lillo Luciani, il 38enne raggiunto da un colpo di pistola ed operato. Per l’uomo di origini pugliesi residente a Martinsicuro, che è in prognosi riservata, l’arresto è scattato per violazione della sorveglianza speciale. Il 38enne, già conosciuto alle forze dell’ordine, avrebbe violato il provvedimento lasciando la sua abitazione per raggiungere Alba Adriatica.
E sono i contorni di una maxi rissa scoppiata inizialmente all’interno del bar dell’hotel e poi proseguita fuori quelli che i carabinieri tratteggiano con un movente ancora da chiarire fino in fondo. Perché si va dalle molestie ad alcune bariste del locale a vecchi rancori tra i due. Intanto i militari del reparto operativo, guidati dal tenente colonnello Luigi Delle Grazie, e quelli della compagnia di Alba, guidati dal tenente colonnello Emanuele Mazzotta, hanno sequestrato la cucina, parte della hall e due stanze dell’hotel.
Le indagini mirano ad identificare altri protagonisti della rissa, in particolare due cittadini albanesi che si sarebbero allontanati quando è comparsa la pisola nelle mani del connazionale. Secondo una prima ricostruzione dei militari tutto è iniziato quando l’italiano si sarebbe presentato nell’hotel e avrebbe iniziato ad infastidire alcuni avventori e alcune delle bariste. Invitato ad allontanarsi, dopo qualche tempo si sarebbe nuovamente presentato in compagnia di alcuni albanesi. A questo punto sarebbe spuntato un coltello con cui Arlin Cera sarebbe stato colpito più volte e successivamente preso a bastonate con una mazza da baseball. A spalleggiare l’italiano sarebbero stati altri albanesi che avrebbero colpito il connazionale all’interno del locale. Tutto in un crescendo di violenza. Perché a questo punto, sempre secondo la versione dei militari, nelle mani di Cera sarebbe comparsa una pistola con cui l’uomo avrebbe inseguito fuori dal locale Luciani e gli avrebbe sparato due colpi: uno sarebbe andato a vuoto e l’altro lo ha raggiunto alla schiena. In fuga anche un altro albanese, di quelli entrati in compagnia dell’italiano, raggiunto da alcune coltellate al braccio. I primi ad essere soccorsi sono stati proprio loro due, trasportati il primo all’ospedale di Sant’Omero, e da qui a quello di Atri, il secondo in quello di Giulianova.
Solo nella tarda mattinata di ieri nella cronaca è entrato anche il terzo ferito. Lo hanno scovato i militari in una stanza dell’hotel dove l’uomo si trovava nonostante le ferite, ed è stato lui a confessare di aver sparato e far ritrovare la pistola che aveva nella sua disponibilità e di cui si era disfatto dopo i fatti. L’arma è stata sequestrata. Manca ancora il coltello che potrebbe essere stato preso dalla cucina del locale. Nel corso della giornata di ieri anche gli altri due feriti sono stati ascoltati dai carabinieri nel tentativo di ricostruire la dinamica dei fatti. Che, si lascia sfuggire qualche investigatore, a grandi linee è stata già ricostruita anche se ulteriori elementi potrebbero arrivare dalle testimonianze degli albanesi che si stanno cercando.
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