Colture, le imprese contano i danni dopo la grandinata

VAL VIBRATA. La grandinata di mercoledì pomeriggio che ha lasciato a terra chicchi grandi come noci potrebbe aver prodotto notevoli danni alle coltivazioni. L’assessorato regionale all’agricoltura, a...
VAL VIBRATA. La grandinata di mercoledì pomeriggio che ha lasciato a terra chicchi grandi come noci potrebbe aver prodotto notevoli danni alle coltivazioni. L’assessorato regionale all’agricoltura, a meno di 24 ore dal violento nubifragio, ha chiesto ai propri uffici periferici di avviare un monitoraggio delle coltivazioni acquisendo le segnalazioni dalle varie categorie del mondo agricolo. A giorni si avrà un primo report dei danni prodotti dalla grandinata che ha particolarmente colpito costa e immediato entroterra teramani e più significativamente vibratiani.
In particolare sono state colpite le zone interne, anche se il violento nubifragio non ha risparmiato nemmeno la costa. Esperti agricoltori dicono che inevitabilmente, in base all’esposizione alla grandinata, le colture maggiormente a rischio sono quelle i cui frutti sono poco protetti dal fogliame, per cui i pomodori ma anche l’uva.
Si teme per gli uliveti dopo il già terribile 2014. La pioggia dei giorni precedenti era stata vista con piacere dagli agricoltori soprattutto per la coltivazione della vigna e degli ulivi dopo settimane di siccità, ma la grandinata di mercoledì ha portato solo danni. «La grandine è uno di quei fenomeni che l’assicurazione copre dal rischio solo se sottoscritta», spiega l’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe, «noi ci siamo attivati subito e a breve avremo un primo esito delle segnalazioni che i nostri uffici territoriali stanno acquisendo. A quel punto, la Regione verificherà e compirà i suoi passi». La grandine ha colpito a macchia il territorio teramano.
Alex De Palo
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