Comitati e associazioni insistono «L’ospedale resti a Villa Mosca»

8 Dicembre 2019

Il tavolo formato da 39 soggetti collettivi invia un documento a sindaci, Regione e ministero Bucciarelli: «La delibera di consiglio è debole, vanno evidenziati i tanti vantaggi dell’area attuale»

TERAMO. L’inserimento di Villa Mosca tra i possibili siti del nuovo ospedale non basta. Il tavolo formato da 39 tra comitati di frazioni e quartieri, sindacati e associazioni per promuovere il riutilizzo dell’area del Mazzini valuta così la recente presa di posizione del consiglio comunale. La modifica della delibera del 2017, che nel ribadire l’esigenza di realizzare a Teramo il nuovo ospedale non indicava tra gli spazi destinabili a questo scopo Villa Mosca, è considerata troppo tenue. «Dispiace che nel provvedimento del 26 novembre del consiglio comunale non sia stata data una valenza specifica all’area del Mazzini», fa sapere il tavolo, «tante, infatti, sarebbero le ragioni a favore di questa scelta, tra esse quelle di natura economica, urbanistica, ambientale».
In un documento inviato ai sindaci di Teramo e L’Aquila, Gianguido D’Alberto e Pierluigi Biondi, alla Regione e al ministero della Sanità, i rappresentanti dei 39 comitati e associazioni insistono sulla localizzazione a Villa Mosca del nuovo ospedale. Le argomentazioni a sostegno di questa scelta sono le stesse indicate al momento della costituzione del tavolo e attengono ad aspetti sia urbanistici, con l’impiego di un’area già infrastrutturata e destinata a servizi sanitari, rispetto all’orientamento della Asl a realizzare la struttura a Piano d’Accio, su un terreno agricolo, sia a conseguenti ricadute in termini di risparmio di suolo, tempi e soldi per l’opera. «La nostra preferenza per il nuovo ospedale nell’area ex Mazzini non attiene ad aspetti di tipo campanilistico», sottolinea il documento, «ma afferisce a valutazioni che importano minori costi ed oneri per centinaia di milioni a vantaggio della collettività teramana, nel caso che la scelta dovesse riguardare l’area dell’attuale nosocomio».
Questi elementi, però, non sarebbero stati messi in risalto nella delibera consiliare di fine novembre che dunque risulterebbe poco incisiva. «La Asl potrebbe riproporre l’iter già seguito», osserva Domenico Bucciarelli, presidente del coordinamento di quartieri e frazioni, «che per noi è completamente da bocciare». Il riferimento è al project financing proposto dall’impresa Pizzarotti, che collocava il nuovo ospedale a Piano d’Accio, ma sul quale sono emersi problemi tecnici e documentali tali da renderlo non accoglibile da parte dell’azienda sanitaria. Comitati e associazioni nel documento, oltre a rivendicare il diritto della collettività a partecipare al processo decisionale sulla collocazione della struttura, esprimono parere negativo anche sul piano sanitario annunciato dalla Regione in quanto non terrebbe conto pienamente delle particolari esigenze dei territori e dei cittadini di Teramo e L’Aquila.
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