Commemorazione Bosco Martese I comunisti: non vogliamo Marsilio

TERAMO. Di chi è la commemorazione della battaglia di Bosco Martese, episodio centrale della Resistenza nel Teramano? La risposta sembra scontata: di tutti. Ma evidentemente non è così, a giudicare...
TERAMO. Di chi è la commemorazione della battaglia di Bosco Martese, episodio centrale della Resistenza nel Teramano? La risposta sembra scontata: di tutti. Ma evidentemente non è così, a giudicare dalla nota diffusa ieri dal Centro politico comunista intitolato a Sandro Santacroce. Vi si legge: «Oggi al Ceppo si terranno le celebrazioni "ufficiali" per commemorare la battaglia di Bosco Martese, prima battaglia in campo aperto fra le truppe partigiane e l'armata nazifascista. Come Centro Santacroce riteniamo vergognoso che quest'anno a tali celebrazioni saranno presenti esponenti politici di forze di chiara discendenza missina e personaggi affiliati a partiti politici che pochi giorni fa, nel Parlamento europeo, votavano, congiuntamente alle forze fascio populiste d'Europa, una oltraggiosa mozione di revisione storica che equipara il comunismo e il nazismo. È bene ricordare che la lotta partigiana di Liberazione vide una maggioranza di comunisti tra le proprie fila. Dare spazio all'attuale presidente della Regione, espressione di un partito che ha esaltato personaggi quali Almirante, Rauti, Valerio Borghese, è oltraggioso per la memoria storica e uno schiaffo ai tanti compagni, italiani e stranieri, che su quei monti donarono la propria vita per la Libertà e per un mondo migliore. Invitiamo, quindi, l'Anpi e la Cgil a non commettere l'errore di accostare l'eroico sacrificio dei partigiani a suddetti personaggi».
L’Anpi replica così per bocca di Antonio Topitti: «Da quando organizziamo noi l’evento abbiamo sempre invitato le istituzioni locali e regionali, non è che siccome il presidente della Regione viene da un’area politica non è legittimato, lui rappresenta l’istituzione a prescindere ed è legittimato dal voto degli elettori. Noi custodiamo i valori della democrazia, ovvero quelli per cui i partigiani che celebriamo al Ceppo hanno lottato».
Il presidente della Regione Marco Marsilio, chiamato in causa, non ha voluto rispondere al Centro Santacroce e ha fatto sapere che in ogni caso oggi non sarà al Ceppo perché impegnato a Roma.(d.v.)
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