Commercio, la crisi miete vittime Resistono ristoranti ed estetiste

Gli uffici del Comune avviano 123 procedure su aziende in difficoltà economiche per oltre 2,6 milioni Saldo positivo tra aperture e chiusure per attività con cibi e bevande, reggono anche i parrucchieri
TERAMO . La ristorazione e la cura della persona reggono l’urto della crisi più delle altre categorie del commercio. È il quadro che emerge dal bilancio riferito al 2022 delle pratiche elaborate dagli uffici comunali. Il documento, allegato al consuntivo, premette che lo sportello per le attività produttive negli ultimi anni ha affrontato un carico di lavoro «notevolmente aumentato» per procedure concorsuali cui hanno fatto «cospicuo ricorso» le aziende in difficoltà. L’attività è stata caratterizzata, in particolare durante il 2022, dall’elaborazione degli atti relativi a sette fallimenti, un concordato preventivo, 34 crisi da sovraindebitamento, 44 procure alle liti, 12 liquidazioni di società e 25 richieste per posizioni debitorie. Le procedure istruite l’anno scorso sono state 123 per un importo di oltre 2,6 milioni di euro.
Le attività in difficoltà
Nello specifico il settore che ha maggiormente risentito delle ripercussioni create da pandemia, caro bollette e altre emergenze è stato quello del commercio al dettaglio di prodotti non legati a cibo e bevande. I numeri dicono che a fronte di 17 procedimenti per l’apertura di esercizi di vicinato ne sono stati avviati 23 riguardanti cessazioni, con un saldo negativo dunque di sei attività. A questo, però, vanno aggiunti altri dati che fotografano la situazione del segmento commerciale in questione. I subingressi in attività di vicinato sono stati 9, così come quelli riguardanti strutture di media distribuzione, che hanno fatto registrare una sola richiesta di apertura. Sono stati due invece i trasferimenti, che si sommano all’attivazione di sei forme di commercio elettronico. Le liquidazioni sono state quattro e 16 le iniziative promozionali a prezzi agevolati. Le campagne di vendita sottocosto hanno interessato 33 negozi, mentre le procedure relative ai saldi sono stati 50 per quelli estivi e 54 per gli invernali. Le richieste per nuove attività hanno riguardato anche tre sale gioco e altrettanti distributori di carburanti, cui se ne aggiungono due collaudati. Pari il saldo per gli alberghi con un’apertura e una chiusura.
dove si mangia e si beve
La tendenza cambia per bar, pizzerie e ristoranti. In questo caso sono state 16 le richieste di apertura e nove le cessazioni. Per sette attività sono state avviate variazioni, mentre sono stati 21 i subingressi e le reintestazioni. Sono risultate tre le segnalazioni per attività di somministrazione di alimenti in aree non sottoposte a vincoli paesaggistici.
La cura della persona
Altra categoria che ha fatto registrare dati in controtendenza rispetto ai venti di crisi è quella di acconciatori ed estetiste. L’anno scorso l’ufficio commercio del Comune ha gestito otto procedimenti per aperture e trasferimenti di attività, contro le tre relative a chiusure. Sono stati avviati, inoltre, due nuovi laboratori per tatuaggi e piercing. Una richiesta di trasferimento, inoltre, ha riguardato un’attività di onicotecnica, dedicata alla cura delle unghie.
furgoni, mercati e chioschi
Il bilancio è leggermente positivo per il commercio ambulante. Le richieste per vendite itineranti senza posteggio sono state 19, mentre cinque hanno riguardato l’occupazione di posti isolati o all’interno di mercati e fiere. Sono state inoltre rinnovate autorizzazioni relative alla vendita di piante e fiori in chioschi installati su aree pubbliche. Le cessazioni hanno interessato, invece, tre attività di vendita itinerante senza posteggio assegnato e otto riferite a postazioni fisse. A quest’ultima tipologia di attività fanno capo anche cinque procedimenti di revoca delle autorizzazioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

