Comune, cinque consulte per discutere con i cittadini

14 Novembre 2014

GIULIANOVA. L’approvazione dei regolamenti delle cinque consulte istituite dall’amministrazione sarà all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, che si terrà il 28 novembre. La creazione...

GIULIANOVA. L’approvazione dei regolamenti delle cinque consulte istituite dall’amministrazione sarà all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, che si terrà il 28 novembre. La creazione dei vari tavoli di lavoro, ossia quello della democrazia partecipata, del commercio, del turismo, del volontariato e del forum dei giovani, era stata promessa dal sindaco Francesco Mastromauro sei mesi fa, durante la campagna elettorale pre-elezioni. «L’istituzione delle consulte», ha affermato il primo cittadino, «è una svolta epocale nel segno della democrazia partecipata; in particolare, quelle del turismo e del commercio saranno organismi di riferimento per l’azione dell’amministrazione comunale in quanto formati da operatori e esperti del settore, veri protagonisti delle consulte». Fino ad ora sono stati istituiti due tavoli di lavoro, entrambi coordinati dall’assessore Pierangelo Guidobaldi: quello sul commercio, a cui hanno preso parte i rappresentanti delle associazioni di categoria come ConfCommercio e Confesercenti, e quello sul turismo, che ha accolto gli operatori turistico-ricettivi della città. Sono proprio gli operatori e i commercianti, infatti, come ha ribadito Mastromauro, ad essere in grado di orientare le scelte e i pareri dell’amministrazione, presentando proposte e suggerimenti concreti (proprio martedì scorso gli operatori turistici hanno presentato un progetto per un nuovo sito turistico). «Niente aria fritta», ha commentato il sindaco, «ma progettualità definite da parte di chi, più di altri, ha il polso della situazione e può indicare le strategie da seguire. Giulianova si conferma dunque all’avanguardia e, per molti aspetti, un sicuro punto di riferimento nella promozione di una maggiore partecipazione nella gestione della cosa pubblica». Il primo cittadino ha fatto un riferimento anche all’azione dei comitati di quartiere, composti da persone elette e non nominate «quelli almeno in cui», ha precisato Mastromauro, «non si è insinuato il velenoso tentativo, rivelatosi fallimentare per chi lo ha perseguito, di piegarli a fini politici di parte o come trampolino di lancio per ambizioni personali in ambito elettorale». Dei cinque totali, infatti, tre si sono sciolti prima delle elezioni e cioè quelli del Lido, del Paese e delle Frazioni e sono rimasti solo quello molto attivo dell’Annunziata e quello del Centro storico. «Questi maldestri tentativi», ha concluso il sindaco, «nulla tolgono ad un’esperienza di democrazia partecipativa matura che sta facendo scuola in moltissime località». (m.t.)

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