Comune, i conti migliorano Resta il nodo della riscossione
D’Alberto: «Azzerata l’anticipazione di cassa, c’è un saldo attivo di 4 milioni da gennaio ad aprile» Ma i tributi continuano a non essere incassati: sulla Tari ci sono mancati introiti per 12 milioni
TERAMO. I conti migliorano, ma resta la criticità della riscossione dei tributi, in particolare della Tari. È questa la fotografia del bilancio comunale scattata ieri mattina in commissione da sindaco Gianguido D’Alberto. Il documento contabile approderà in consiglio venerdì prossimo e la seduta è servita a illustrarne i principali contenuti in vista del voto. Rispetto agli ultimi anni il dato più rilevante indicato dal primo cittadino, che ha mantenuto la delega al bilancio, riguarda la cosiddetta anticipazione di cassa, in pratica lo scoperto bancario a cui l’amministrazione è costretta a ricorrere per affrontare le spese in attesa di entrate derivanti da fiscalità e finanziamenti.
SALDO ATTIVO. L’emorragia di risorse, che era uno degli indicatori più preoccupanti del bilancio, evidenziato anche dal commissario nella prima metà dell’anno scorso, quando l’ente perse la sua guida politica, è stata arrestata. «Abbiamo azzerato l’anticipazione», annuncia il primo cittadino, «dopo tanti anni di valori negativi, la tendenza è stata invertita». Il primo segnale è arrivato già a fine 2018, con il bilancio impostato dal commissario, che si è chiuso con un attivo di 1,6 milioni di euro. A confermare il miglior andamento dei conti sono stati i primi mesi di quest’anno, durante i quali è stato registrato un saldo positivo di quattro milioni. «Si tratta di un dato fluttuante, condizionato dalle spese», sottolinea il sindaco, affiancato dal presidente della commissione Flavio Bartolini e dalla dirigente dell’area finanziaria Adele Ferretti, «ma segna comunque un trend positivo». Il risultato non si può considerare strutturale, in quanto è il frutto di sgravi e ammortizzatori statali connessi all’emergenza sismica, nonché a entrate di carattere eccezionale, ma basta comunque a D’Alberto per allentare la pressione sui conti.
TASSE IN ROSSO. Resta comunque il problema degli incassi sui tributi. I mancati introiti riguardano soprattutto la tassa sui rifiuti, che fa segnare un ammontare complessivo quote non riscosse pari a 12 milioni di euro. «Per la prima volta quest’anno il totale dei residui da incassare», fa notare il sindaco, «è superiore al costo annuo previsto per la raccolta dei rifiuti, che si attesta a 10,9 milioni». La Tari sarà comunque più bassa del 10% a carico delle famiglie e l’effetto dovrebbe sentirsi con il conguaglio che sarà richiesto ai contribuenti a fine ottobre. Anche se, a detta della dirigente Ferretti, le sofferenze maggiori sono riscontrate da parte delle attività commerciali, perché in poco più di quattromila devono farsi carico di oltre la metà del costo complessivo del servizio. Restano da valutare gli effetti sui conti dell’esenzione dal pagamento dell’occupazione di suolo pubblico, la cosiddetta Cosap, inserita tra le misure post-sisma per le attività che hanno sede nei comuni del cratere e della retrocessione delle aree edificabili ad agricole, che implica minori incassi dall’Imu.
ENTRATE IN PIÙ. Sul riequilibrio dei conti influiscono, però, introiti non ordinari. Tra questi spiccano il milione di euro versato dalla Ruzzo Reti, che comprende anche la rata sul rimborso del debito concordato con l’amministrazione, e gli 1,7 milioni arrivati dal governo a copertura delle spese già sostenute dal Comune per la realizzazione dello svincolo del Lotto zero. Tramite la conversione di vecchi mutui e il rastrellamento di risorse residue da interventi completati sono stati recuperati 1,3 milioni da destinare alle manutenzioni stradali. Nell'elenco delle spese fisse, invece, è confermato il peso notevole delle utenze (elettricità, gas, luce e telefonia), per le quali l'amministrazione sborsa quattro milioni di euro annui.
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