Concessioni balneari, Di Carlo: «Scelta errata che ci penalizzerà»

17 Febbraio 2022

GIULIANOVA. La riforma delle concessioni balneari, che dal 2024 verranno assegnate tramite gara, ha suscitato non pochi malumori fra gli operatori del settore.Fra questi, c’è anche l’assessore...

GIULIANOVA. La riforma delle concessioni balneari, che dal 2024 verranno assegnate tramite gara, ha suscitato non pochi malumori fra gli operatori del settore.
Fra questi, c’è anche l’assessore comunale al turismo Marco Di Carlo, titolare di uno storico chalet sul lungomare monumentale a Giulianova. «Sicuramente il tema è piuttosto complesso, e questa sorta di rivoluzione era già stata preannunciata da tempo, prima del via libera del consiglio dei ministri», dice, «l’aspetto positivo è che comunque verranno riconosciuti dei diritti ai concessionari che gestiscono gli stabilimenti da tanto tempo. L’idea errata che però traspare dalla riforma, è che la spiaggia potrà essere data in concessione a tutti, mentre invece chi realmente ne beneficerà, sarà chi ha delle possibilità economiche superiori ad altri».
Perdita di competenze storiche maturate nel corso degli anni, investimenti a lunga gettata sono solo alcuni degli effetti che, secondo l’assessore al turismo, il via libera al Ddl Concorrenza produrrà. «I balneatori, potendo contare sui periodi lunghi delle concessioni, hanno anche investito i loro risparmi per migliorarle», aggiunge, «non avendo ora più certezza sulla durata, che sarà determinata dagli investimenti e in base ai piani di ammortamento, di conseguenza l’innovazione ed il rinnovamento della proposta turistica sarà molto più limitata. La nuova strategia sarà quindi, quella di spremere al massimo il bene assegnato in concessione, col solo fine di raccogliere il più possibile in termini di guadagno economico, durante un periodo di tempo limitato». E riguardo le ripercussioni sul turismo giuliese, Di Carlo afferma: «La riforma comporterà sicuramente un danno: togliere ad alcune persone per dare ad altre è soltanto un cambio dettato dalla forza economica, ma non in base alla progettualità e alle capacità. Tutti gli investimenti saranno pensati per durare poco nel tempo e non giova all‘offerta turistica: dallo chalet con ogni comfort al quale siamo abituati, si rischia di tornare indietro di oltre cinquant’anni, alla realtà del chiosco di mare, sulla falsariga dell’America Latina. Coloro che hanno lavorato nel settore balneare da una vita, hanno investito e migliorato i propri stabilimenti, garantito alla clientela nuovi servizi e hanno persino familiarizzato con gli ospiti, verranno completamente spazzati via».
Stefania Gervasini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.