Concluse le verifiche sismiche nelle scuole Quelle di Nepezzano e Sant’Atto sono ok

14 Luglio 2017

Si vede la fine, anche se a rilento, delle verifiche sismiche nelle scuole. Entro mercoledì il capo dell’ufficio tecnico del Comune Remo Bernardi avrà i resoconti degli accertamenti avviati grazie...

Si vede la fine, anche se a rilento, delle verifiche sismiche nelle scuole. Entro mercoledì il capo dell’ufficio tecnico del Comune Remo Bernardi avrà i resoconti degli accertamenti avviati grazie alla convenzione sottoscritta nei mesi scorsi con l’ordine provinciale degli ingegneri. A metà della prossima settimana, dunque, l’amministrazione avrà il quadro completo degli indici di vulnerabilità sismica delle 19 scuole ancora sprovviste di questo dato. Ad annunciarlo è stato lo stesso Bernardi nel corso della commissione di vigilanza riunita ieri mattina anche per fare il punto sulla procedura aperta per definire il grado di sicurezza degli edifici scolastici. Per ora il dirigente ha acquisito due dati ufficiali. Riguardano la scuola materna di Sant’Atto e l’elementare di Nepezzano (nella foto), entrambe risultate con indice di vulnerabilità pari a 0.6 nella scala che ha 1 come valore massimo di resistenza sismica. Le due strutture, insomma, sono risultate in linea con parametri ritenuti sufficienti per tenerle in funzione. Sulle altre bisognerà valutare non appena saranno accertati gli indici di vulnerabilità. Bernardi però, rispondendo ai quesiti posti dalla consigliera di “Teramo cambia” Maria Rita Santone, ha chiarito che non esiste un limite normativo rispetto al quale stabilire se una scuola può restare aperta o meno. Di certo, ha confermato il dirigente, per settembre non sarà possibile realizzare lavori di miglioramento sismico tali da aumentare l’indice degli edifici che saranno nelle condizioni peggiori. Questo perché il Comune non dispone di risorse sufficienti e soprattutto non ha competenza diretta sulla messa in sicurezza delle scuole che coinvolge direttamente l’ufficio speciale per la ricostruzione. In caso di necessità , dunque, andranno pianificati accorpamenti e doppi turni. (g.d.m.)