Condannato don Elvio: tentato stupro, due anni

Dieci mesi fa l’ex vice parroco della chiesa dell’Annunziata di Giulianova venne arrestato con l’accusa di aver cercato di violentare una donna di 50 anni
PERUGIA. E’ la verità giudiziaria di un processo di primo grado. Don Elvio Re, 62 anni, l’ex vice parroco dell’Annunziata di Giulianova arrestato l’anno scorso per violenza sessuale su una donna, è stato condannato a due anni. La pubblica accusa ne aveva chiesti quattro. La sentenza, arrivata al termine di un rito abbreviato (che prevede la riduzione di un terzo della pena), fa dire all’avvocato Simone Pillon, difensore del religioso: «Il pronunciamento del giudice ridimensiona molto l’impianto accusatorio e riconosce espressamente la lieve entità dei fatti come previsto dalla legge e concede la sospensione della pena. Faremo appello appena conosceremo le motivazioni». Di diverso avviso l’avvocato Flavio Grassini, il legale che assiste la donna che si è costituita parte civile: «Sono soddisfatto, le accuse hanno retto». Il gup del tribunale di Perugia Carla Giancamboni ha stabilito per la parte lesa una provvisionale immediatamente esecutiva di 5mila euro e ha rinviato le parti in sede civile per la quantificazione dei danni. Inoltre ha revocato la misura dell’obbligo di dimora a don Elvio, nel frattempo scarcerato.
In attesa di motivazioni e appello, la cronaca riavvolge il nastro di una vicenda scoppiata il 17 settembre dell’anno scorso quando il religioso venne arrestato e rinchiuso nel carcere perugino per tentata violenza sessuale nei confronti di una donna rom di 50 residente a Santa Maria degli Angeli, vicino ad Assisi, località in cui si sarebbero svolto i fatti. Secondo la versione fornita dalla donna, il sacerdote prima le avrebbe fatto delle avances e poi avrebbe cercato di violentarla in casa, approfittando dell’assenza della figlia. A denunciare i fatti ai carabinieri era stata la stessa donna. Il religioso, originario di San Ginesio di Macerata e da poco tornato nella diocesi marchigiana, ha sempre respinto i fatti: sia all’inizio e sia nell’udienza davanti al gup, quando ha ribadito di non aver mai sfiorato la donna sostenendo di essere finito in una trappola architettata ai suoi danni proprio dalla cinquantenne. Dalla parte del sacerdote si sono schierati i fedeli della sua parrocchia dell’Annunziata che lo hanno sempre difeso. Dopo l’arresto il tribunale del Riesame di Perugia aveva accolto il ricorso bis depositato dagli allora avvocati difensori di don Elvio Massimo Spaccasassi e Concetta Colleoni, a seguito della nuova ordinanza di misura cautelare emessa dal gip a poche ore dall’annuncio della scarcerazione. Il Riesame, infatti, nel valutare il primo ricorso, aveva dichiarato decaduta la misura cautelare per un vizio di forma (ai giudici non erano arrivati gli atti della procura), ma prima che il sacerdote potesse essere scarcerato il pm aveva chiesto e il gip aveva concesso un nuovo ordine di custodia cautelare.
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