Condominio solidale, gli inquilini resistono: «Non ce ne andiamo»

La portavoce Patrizia Mattoccia annuncia: «Il Comune non può metterci in mezzo alla strada e ci faremo valere in tutte le sedi. Intanto ci hanno avvisato che a giorni staccheranno i contatori»
GIULIANOVA. Gli inquilini del condominio solidale di via Sabotino 72 non hanno nessuna intenzione di lasciare gli alloggi che occupano dall’agosto 2017 grazie ad un contratto di sublocazione stipulato con il Comune regolarmente depositato all’Ufficio del registro. Appare ferma nelle sue convinzioni la portavoce Patrizia Mattoccia, che non intende retrocedere di un millimetro: «L’amministrazione comunale deve trattarci come persone e su questo non si transige. Non possiamo essere sfrattati di punto in bianco e ritrovarci in mezzo alla strada. È chiaro che faremo valere i nostri diritti di cittadini che non possono essere ridotti a uno stato di sotto miseria. Ci faremo valere in tutte le sedi per ottenere una sistemazione dignitosa. Chiediamo solo questo. Del resto l’emergenza abitativa esiste e nessuno può negarlo. Però ci sono persone che forzano porte e finestre per occupare abusivamente degli alloggi e a queste nessuno dice nulla. Noi che invece risiediamo all’interno di un condominio solidale attraverso un regolare contratto dobbiamo essere allontanati come se fossimo degli appestati. Questa non è giustizia sociale, ma è azzeramento dell’individuo. Ci hanno tra l’altro preannunciato che nei prossimi giorni saranno staccati tutti i vari contatori. Anche questa eventuale soluzione è molto discutibile».
Il condominio solidale di via Sabotino, il cui immobile è di proprietà di Chiara Cordone, prende forma nel mese di agosto del 2017 per volere della giunta a quel tempo guidata da Francesco Mastromauro. La durata della sublocazione è di sei mesi con decorrenza dal 18 agosto 2017, eventualmente rinnovabile per ulteriori sei mesi. Obbligo dei condomini è il pagamento di 25 euro mensili per ogni persona adulta per le spese relative alla fornitura di acqua, energia elettrica, gas e smaltimento rifiuti urbani. Le piccole spese di manutenzione, compresa la revisione della caldaia per il riscaldamento, sono a carico del subconduttore. A due anni esatti dalla stipula del contratto, esattamente il 5 agosto 2019, ad ogni singolo condomino è stata recapitata una lettera con cui è stato sottolineato che «la situazione economico contabile del Comune non permette di poter conservare il contratto con il proprietario dell’alloggio» e che, pertanto, l’immobile deve essere rilasciato entro e non oltre 60 giorni dal ricevimento della lettera. Successivamente e verbalmente il termine è stato prorogato al 30 novembre. «Ma la lettera», conclude Mattoccia, «non è un atto di sfratto disposto dal tribunale. Anche per questo andremo fino in fondo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

