Condominio Tritone, parziale demolizione entro 60 giorni

GIULIANOVA. Sessanta giorni di tempo per eseguire la sentenza che dispone la demolizione delle parti giudicate abusive del condominio Tritone. E’ la sorte delle sette famiglie che risiedono nell’edif...
GIULIANOVA. Sessanta giorni di tempo per eseguire la sentenza che dispone la demolizione delle parti giudicate abusive del condominio Tritone. E’ la sorte delle sette famiglie che risiedono nell’edificio vicino a palazzo Gavioli, alle quali è stata notificata nei giorni scorsi la sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce il parziale abbattimento, in pratica tutto l’ultimo piano. Ma non è detto che i proprietari delle unità immobiliari, che formano il condominio Tritone, accetteranno passivamente la sentenza del supremo organo di giustizia amministrativa. Il Consiglio di Stato L’organo ha accolto il ricorso proposto dalla ditta Gavioli arte e restauri srl, con una sentenza che ha riformato la precedente pronuncia del Tar L’Aquila del 2013. In base a tale sentenza il condominio Tritone è tenuto a effettuare la demolizione disposta nove anni fa dal Comune di Giulianova con ordinanza del 24 ottobre 2011. Il Consiglio di Stato ha definitivamente riconosciuto la gravità e rilevanza delle difformità contestate al condominio, inerenti il mutamento di destinazione d’uso del piano terra da garage a locale commerciale, e la maggiore altezza di oltre due metri, nonché la variazione di quote e dei distacchi dai confini e la diversa distribuzione degli spazi interni. Secondo i proprietari degli appartamenti, emergerebbe un “contrasto tra giudicati”. Gli stessi fanno riferimento a una sentenza del tribunale penale di Teramo dell’8 aprile 1974, che si espresse nell’ambito di un procedimento per abuso edilizio nei confronti dell’ex sindaco Pietro De Dominicis, riguardante proprio la realizzazione del fabbricato chiamato condominio Tritone. Nel pronunciamento del tribunale di Teramo viene sottolineato che «la maggiorazione in altezza della costruzione finita, rispetto a quella autorizzata dal Comune, si riduce a soli 27 centimetri, abbondantemente entro i limiti della tolleranza legale del 3,50 per cento, un’esigua differenza assorbita dal maggior spessore dei solai». (l.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

