Confesercenti attacca il Governo: «Il Green pass va eliminato»

24 Febbraio 2022

Il presidente di Assoturismo Grimi: «Ormai l’obbligo del certificato può solo danneggiare le imprese già provate da due anni di crisi. E la direttiva Bolkestein rende incerto il futuro di molti operatori»

TERAMO. Il presidente regionale di Confesercenti- Assoturismo Gianluca Grimi, che come esercente è attivo a Giulianova, preme sull’allentamento delle misure restrittive e dell’obbligo di Green pass. «Continuare a legare la nostra immagine turistica al Green pass sarebbe devastante: è giunto il momento di agire velocemente, con chiarezza e pragmatismo. Il certificato verde ha fatto il suo tempo, e ora non se ne vede più davvero l’utilità, se non in senso coercitivo»: queste le parole di Grimi, evidentemente preoccupato per la situazione del comparto turistico che, nel suo complesso, si trova in fase di grave difficoltà. «Le aziende e i dipendenti», continua, «hanno vissuto questi due anni in una situazione di emergenza, precarietà e involuzione economica, e anche in Abruzzo i soli due mesi estivi di boom, caratterizzati dal turismo di prossimità, rappresentano una boccata di ossigeno transitoria».
Il presidente di Assoturismo rimarca anche come la confusione sulle concessioni balneari, innescata dalla direttiva Bolkestein, non aiuti il comparto: piuttosto, ne deriva un’immagine di precarietà. «Già da anni le aziende della riviera sono in crisi di redditività e adesso non è più possibile danneggiarle oltre. Se la maggior parte di loro sono sopravvissute, ciò non implica che si trovino in condizioni di programmare e investire, anzi tutt’altro». Quindi continua: «La Regione dia un appoggio per quanto concerne l’ammodernamento delle strutture, mentre il governo nazionale ponga mano alla situazione fiscale: la parola condono per le piccole imprese deve essere affrontata».
E sul turismo teramano, in particolare quello legato al mondo balneare, afferma: «Quest’anno le aziende saranno fortemente condizionate dalla situazione Bolkestein: come si può pensare che possano investire in queste condizioni? Il turismo teramano è un’alchimia complessa: molto più di altri, vive della relazione forte fra turismo e il territorio anche interno. Chi viene a trascorrere le vacanze nel Teramano frequenta ristoranti, sagre, eventi e borghi; pertanto risulterebbe enormemente danneggiato da una burocrazia assente».
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