Coniugi costretti a separarsi perché non hanno una casa
TERAMO. Marito e moglie costretti a vivere separati perché non trovano lavoro e non trovano una casa dove abitare insieme ai loro figli. È la storia che Federico C. di 30 anni ha raccontato al Sicet,...
TERAMO. Marito e moglie costretti a vivere separati perché non trovano lavoro e non trovano una casa dove abitare insieme ai loro figli. È la storia che Federico C. di 30 anni ha raccontato al Sicet, il sindacato degli inquilini della Cisl, al quale l’uomo si è rivolto per trovare una soluzione. «Vorrebbe lavorare ma non trova un’occupazione», racconta il segretario del Sicet Antonio Di Berardo, «vorrebbe una casa propria e andarsene da quella dove solo lui con i propri genitori abita. La dolce metà anche lei abita con i suoi genitori. Federico dice che ha un sogno nel cassetto ovvero quello di avere una casa dove vivere con la propria famiglia e un lavoro per sostenere una vita quotidiana più dignitosa». Secondo il Sicet il Comune di Teramo può mettere a disposizione un centinaio di alloggi popolari, tra i quali 60 vuoti, da recuperare su via Longo, una quarantina sparsi su tutto il territorio comunale. «E’ chiaro che non basteranno», dice ancora Di Berardo, «ma, se venisse supportato economicamente dalla Regione Abruzzo, potrebbe ipoteticamente soddisfare tutte le domande in corso e forse anche oltre». Il sindacato degli inquilini fa sapere inoltre che in lista di attesa per un alloggio popolare ci sono oltre 700 famiglie, 400 concorrenti fannno parte delle graduatorie ferme dal 2012, mentre 321 sono le richieste di sfratto molti dei quali per morosità incolpevole. «Il Sicet», continua Di Berardo, «ha già chiesto al sindaco Gianguido D’Alberto e all’assessore alle politiche per la casa Valdo Di Bonaventura di aprire un tavolo di concertazione con i sindacati degli inquilini per conoscere programmi che si intende portare avanti. Il nostro obiettivo è quello di riaccendere i riflettori su via Longo, insabbiare l’housing sociale e liberare le graduatorie per far fronte all’emergenza abitativa».

