Contachilometri manipolati Indagato un commerciante

La polizia denuncia il titolare di una rivendita della costa per aver “ringiovanito” auto usate Sequestrate cinque macchine, l’indagine dopo la segnalazione di alcuni acquirenti raggirati
TERAMO. Il “trucchetto” era facile e vantaggioso, almeno per il venditore: ridurre il chilometraggio di auto usate e metterle in vendita a prezzi naturalmente più alti di quelli di mercato. Basti pensare che, hanno ricostruito gli investigatori, in alcuni casi avrebbe cancellato quasi 200mila chilometri da una vettura.
Il titolare di un’autorivendita della costa teramana (il nome della località non è stato reso noto) è stato denunciato per frode commerciale al termine di una certosina indagine portata avanti dalla squadra di polizia giudiziaria della sezione di polizia stradale di Teramo.
Cinque i casi scoperti dagli investigatori con altrettante macchine sequestrate, anche se potrebbero essere molto più numerose le frodi sul mercato per un fenomeno che, a sentire la polizia, è sempre più diffuso nella compravendita delle auto. «La manipolazione del tachimetro delle autovetture», scrive a questo proposito la polizia in una nota, «riduce notevolmente il chilometraggio effettivo e rende l’usato “più fresco”. Questo consente di ottenere un indubbio maggior profitto rispetto all’effettivo valore del mezzo: in alcuni casi la riduzione dei chilometri è stata di oltre 200mila chilometri».
In un caso, quando un acquirente si è accorto della truffa dopo aver fatto controllare la vettura, il venditore non ha esitato a cambiare la macchina con un’altra a cui aveva ugualmente ritoccato i chilometri.
L’indagine della polizia stradale è scattata sulla base di alcune segnalazioni, in particolare di automobilisti che dopo l’acquisto di vetture usate e nel corso di controlli successivi (soprattutto revisioni) hanno scoperto di essere stati raggirati.
Così sono partiti i primi accertamenti nell’autorivendita con controlli specifici fatti proprio sui contachilometri delle macchine usate messe in vendita a prezzi più alti dell’effettivo chilometraggio. E ben presto il sospetto degli acquirenti che temevano di essere stati raggirati si è trasformato in una certezza: i tachimetri o contachilometri erano stati ritoccati per ridurre il numero dei chilometri percorsi. Macchine “vecchie”, dunque, venivano spacciate per relativamente nuove e quindi fatte pagare di più. Per ora sono state sequestrate cinque vetture, ma non è escluso che il numero possa aumentare visto che l’indagine della polizia stradale è ancora in corso e potrebbe anche riservare altre sorprese proprio in considerazione della diffusione del fenomeno.(d.p.)
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