Contestato a Teleponte un debito da 213mila euro

Presto la decisione del giudice civile sulla richiesta dell’Immobiliare 314 che acquistò l’ex sede dell’emittente e pretende due anni di affitti mai pagati
TERAMO. Oggi è atteso il pagamento di due stipendi arretrati a giornalisti e tecnici di Teleponte, come promesso dall’editore Aldo Di Francesco nella riunione sindacale di venerdì scorso. Ma, se anche il pagamento dovesse avvenire, non basterebbe da solo a segnare una svolta, visto che il personale di mensilità arretrate ne vanta tra quattro e sei e visti soprattutto i gravi problemi economici dell’emittente, che hanno portato al suo oscuramento per diversi giorni. Poi è intervenuta Tv6 per riaccendere Teleponte, anche se questo non è avvenuto in tutte le case e anche se lo stato di agitazione proclamato dal personale riduce la programmazione all’osso.
Mentre la crisi della tv locale più seguita di Teramo precipitava, in tribunale è arrivata alla fase della decisione una causa civile che potrebbe costare a Fin Television – la società che detiene le quote di Teleponte – una stangata da oltre 200mila euro. La causa riguarda l’immobile di via Gammarana (ex Aquila d’oro) dove fino al 2013 Teleponte aveva sede legale e operativa, e che venne acquistato dall’Immobiliare 314 – società del gruppo Di Stefano autogru di Basciano – nel 2011. «Già a decorrere dal maggio 2011», dice l’avvocato Sigmar Frattarelli, che rappresenta l’Immobiliare 314, «la società Fin Television ha smesso del tutto di pagare l’affitto, pari a 4.000 euro più Iva. Mio tramite, nel febbraio 2013 l’Immobiliare 314 ha promosso l’azione di sfratto dinanzi al tribunale. Ciò nonostante Fin Television né ha riconsegnato l’immobile né ha mai più pagato i canoni, limitandosi a proporre una strumentale e infondata causa di opposizione che è ancora in corso. Solo nel gennaio 2015 Fin Television si è decisa a riconsegnare l’immobile alla società proprietaria. In realtà già prima Fin Television si era trasferita altrove, ma senza riconsegnare l’immobile e lasciandolo in stato di completo abbandono e fatiscenza al punto che il Comune ha inoltrato delle diffide per la sua urgente bonifica».
Secondo i Di Stefano l’importo complessivo del debito, calcolato da maggio 2011 a gennaio 2015, è di 213.680 euro. Il giudice civile Stefania Cannavale deciderà a breve al riguardo. «A causa del mancato pagamento degli affitti», conclude l’avvocato Frattarelli, «la società proprietaria si è trovata in difficoltà nel pagamento dei mutui bancari e l’immobile attualmente è finito all’asta a seguito di pignoramento della banca».
Val la pena ricordare che Teleponte è sotto procedura di sfratto per mancato pagamento degli affitti anche nella sede attuale, di proprietà del Consorzio industriale. L’emittente ha ottenuto una proroga che scade tra circa un mese.
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