Contestato dai balneatori il taglio delle spiagge libere

Marà e De Vincentis: «Si rischia di non rispettare il 20% previsto dalla legge» Il sindacato Sib: «Strumento fuori norma, pronti a presentare osservazioni»
GIULIANOVA. Sarà convocato per lunedì pomeriggio il prossimo consiglio comunale, che verrà quasi del tutto incentrato sul nuovo piano demaniale marittimo. Un’assemblea civica che si prospetta piuttosto movimentata, data la rilevanza della tematica: obiettivo primario del nuovo piano spiaggia comunale, sul quale si discute già da mesi, è quello di sviluppare uno strumento di pianificazione con finalità turistico-ricreative che sia in linea con la normativa regionale in vigore. Successivamente all’adozione del piano ci saranno 45 giorni di tempo per esporre eventuali osservazioni, ma alcuni balneatori giuliesi, insieme con i rappresentanti sindacali di categoria, hanno già avanzato le proprie rimostranze.
«A Giulianova c’è un problema di riduzione delle spiagge libere innanzitutto», afferma Andrea Marà, gestore dello stabilimento Costa Verde mare sul lungomare nord, «che vengono ridate dal Comune stesso in concessione, danneggiando tutto il sistema. Basta fare un’asta e chi ha più forza le prende; inoltre, in questo modo si rischia di andare sotto il 20% di riserva raccomandato dalla Regione. Continuare a tagliare, per poi ridare le spiagge in concessione, implica sacrificare un bene pubblico. Ritengo piuttosto che le spiagge libere siano una risorsa per il balneatore, ce ne dovrebbe essere una limitrofa a ogni concessione». Il riferimento è ai bandi per l’affidamento e la gestione temporanea di nuove spiagge libere non ancora in concessione, scaduti martedì. Riguardo il nuovo piano spiaggia, Marà sottolinea: «Non ci soddisfa e non sembra neanche molto diverso dallo strumento attualmente in vigore, firmato dalla ex giunta Mastromauro».
Il presidente provinciale del Sib (sindacato dei balneari) Domizio Scilli appare sulla stessa lunghezza d’onda, e non risparmia critiche: «Il nuovo piano demaniale marittimo, in base alle spiegazioni che ci sono state fornite durante l’assemblea di presentazione, sembra anche fuori norma, e peggiorativo rispetto ai due precedenti. Non sono state indicate tutte le concessioni esistenti sul demanio, comprese strade e servizi. Sicuramente, in fase di osservazione, farò le mie opportune valutazioni».
Interviene anche Tonino De Vincentis, titolare dello Spinnaker beach sul lungomare sud: «Il nuovo piano spiaggia deve rispettare la legge regionale che prevede il 20% di spiagge libere», evidenzia il balneatore, ex presidente del consiglio comunale nella giunta Ruffini, «e il nuovo strumento mi lascia perplesso su tale aspetto. Non conosco, nel merito, tutto il documento relativo al piano, perché a noi balneari non è stato fornito: ci è stato solo illustrato durante una riunione tenutasi in Comune mesi fa. Ho i miei dubbi, oltre che sulla questione del 20%, anche sulla misura di tutta la spiaggia, che dovrebbe essere di cinque chilometri. Di recente ho partecipato al bando comunale per la gestione delle spiagge libere, un’ulteriore spesa per me di 2.500 euro, ma intendo adibire quel tratto ad area attrezzata per cani».
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