Contro i roghi 4 squadre al giorno Volontari di vedetta in Fortezza

La rocca di Civitella del Tronto diventa un punto di avvistamento per lanciare il primo allarme Lelli della Protezione civile: «È un’estate molto a rischio soprattutto per le alte temperature»
TERAMO. La storia della volontaria del Friuli uccisa da un albero mentre lottava contro un incendio racconta l’Italia della Protezione civile in prima linea sempre e comunque. E in quest’estate torrida di emergenza roghi a segnare tutti i giorni, i volontari teramani assicurano dalle tre alle quattro squadra al giorno in pronta partenza: preparati a intervenire laddove serve a fianco dei pompieri. Con una novità a fare la differenza: dalla mattina alla sera alcuni volontari si alternano sulla Fortezza di Civitella per fare da sentinella.
Perché l’intervento immediato resta una delle armi vincenti e così l’avvistamento da quello che è un osservatorio a 600 metri di altezza sul livello del mare consente di avere una visuale ampissima su una buona fetta del territorio teramano. Dice Alessandro Lelli, presidente dell’associazione Gran Sasso della Protezione civile impegnata insieme al Cives sul fronte dell’emergenza incendi: «In questi giorni di gran caldo i volontari della Protezione civile sono tutti mobilitati sul territorio per garantire il controllo e continuamente collegati con la sala operativa regionale. È un’estate molto impegnativa. Complessivamente ci sono 114 volontari formati contro gli incendi e ogni giorno ci sono dalle tre alle quattro squadre in pronta partenza. L’obiettivo è quello di garantire una rete di controlli vastissima che consenta, proprio attraverso la vigilanza, di ridurre al minimo ogni eventualità. Fondamentali anche i servizi di avvistamento che consentono un intervento immediato: anche su questo fronte l’allerta è massima. Il punto di avvistamento della fortezza di Civitella viene coperto dai volontari dalla mattina alla sera».
Allerta massima, dunque, soprattutto in considerazione delle temperature record di questi giorni destinate a rimanere tali a lungo. «Il caldo», dice Lelli a questo proposito, «è sicuramente un elemento che sul fronte incendi può creare situazioni di grave rischio. Da qui, ancora di più, la necessità di mettere in campo una continua attività di prevenzione e per fare prevenzione l’attività di avvistamento è fondamentale. Va detto che, su questo fronte, oltre alla fortezza di Civitella che resta il punto di osservazione più alto ci sono anche altri punti sul territorio teramano che vengono controllati quotidianamente perché ci consentono di avere una visione d’insieme del territorio e di intervenire il più velocemente possibile». Soprattutto dopo la conferma dell’origine dolosa di alcuni recenti maxi roghi divampati negli ultimi giorni nel Teramano a cominciare da quello nell’oasi dei calanchi di Atri, la riserva regionale in cui l’azione di un piromane ha devastato un’area di dieci ettari. Quei bagliori notturni al Colle della Giustizia, nel cuore della riserva, hanno subito destato timori e l’allarme è scattato immediatamente anche se la zona particolarmente impervia ha reso difficoltoso il primo intervento delle squadre da terra. Per domare le fiamme è stato necessario l’intervento di due Canadair.

