Controguerra, rifiuta trasferimento per assistere la nipotina e rischia il licenziamento

La donna, che lavora a Porto d'Ascoli non non può spostarsi in Puglia perché assiste la nipote di 3 anni disabile grave
CONTROGUERRA. La banca per cui lavora la vorrebbe trasferire temporaneamente a San Severo, nel Foggiano, ma la donna si rifiuta e rischia il licenziamento. Il caso, che è finito alle Iene, ha per protagonista Nicoletta, una donna di Controguerra. Non non può spostarsi perché assiste la nipote di 3 anni disabile grave. La lavoratrice potrebbe contare sui benefici della 104 che prevede che la persona con disabilità grave possa essere assistita dal familiare che ne abbia i requisiti. Inoltre, sempre in virtù della 104, un lavoratore non può essere trasferito senza il proprio consenso.
Nel servizio Giulio Golia, inviato delle Iene, è andato fino a Bari, sede centrale della banca. Ad ottobre, Nicoletta è stata convocata dai vertici che le hanno prospettato un corso di formazione a San Severo per poi rientrare in sede con la giusta esperienza. Ma quando ha rifiutato per motivi familiari, l’ufficio Risorse umane le ha fatto recapitare una lettere in cui le annunciava il trasferimento definitivo. Di qui la decisione di rivolgersi al tribunale del Lavoro che ha dichiarato il trasferimento illegittimo e ha disposto l’immediato reintegro della donna nella filiale di Porto D’Ascoli. Decisione appellata dalla banca.

