«Controlli rafforzati e indagini mirate per scovare i banditi»

Le strategie del questore e del comandante dell’Arma «Sicuramente professionisti da fuori regione»
TERAMO. Da una vigilanza rafforzata a serrate indagini investigative:la controffensiva contro la banda del bancomat è iniziata da mesi. Da quando investigatori e inquirenti si sono accorti che quelle esplosioni non erano casi isolati e, soprattutto, non erano destinate ad esaurirsi in breve tempo. Perchè otto colpi in poco più di quattro mesi raccontano di criminali decisi ad agire sempre e comunque, quasi sicuramente di criminali in trasferta che dopo i colpi lasciano l’Abruzzo per tornare a casa.
Dice il colonnello Pier Vittorio Romano, comandante provinciale dei carabinieri: «Dopo i colpi sulla costa i controlli sono stati notevolmente rafforzati in prossimità degli istituti di credito e in prossimità dei caselli autostradali proprio perchè siamo convinti che si tratti di criminali che provengono fuori dalla regione e che quindi devono avere a disposizione vie d’uscita come le grosse arterie stradali. La scelta continua di sportelli Tercas, secondo noi, è dovuta al fatto che in questi istituti trovano dei bancomat con una conformazione più vecchia e quindi più vulnerabili per questo genere di assalti con l’acetilene. Voglio rimarcare che negli ultimi mesi è stato predisposto un notevole controllo sul territorio».
Ma dopo la costa la banda, con il colpo alla Tercas di viale Crispi, ha fatto il suo ingresso anche nel capoluogo. «Il piano di controllo e vigilanza sul territorio è operativo da tempo ed è più che valido», dice il questore Enrico De Simone, «adesso bisogna lavorare dal punto di vita investigativo per cercare di identificare i criminali . Sicuramente professionisti pronti ad agire in poco tempo per mettere a segno il colpo, raccogliere le banconote e scappare. Le indagini sul colpo di viale Crispi sono già in corso». Gli investigatori confidano molto sulle immagini catturate dalle telecamere di sorveglianza perchè mettere a confronto tutte quelle degli ultimi quattro mesi significa innanzitutto avere una certezza: che ad agire siano sempre gli stessi. E anche se il confronto non sarà facile perchè in molti casi i malviventi sono stati ripresi con i volti coperti da passamontagna, i moderni accorgimenti tecnici in dotazione alle forze dell’ordine oggi consentono di fare tutte le comparazioni possibili. Un primo importante passo.(d.p.)
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