Controllo di vicinato, si parte: primi gruppi attivi già in autunno

20 Settembre 2023

Il progetto di collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine sarà avviato per zone dopo incontri con gli amministratori

ALBA ADRIATICA. L’autunno sarà la stagione che porterà all’attivazione del cosiddetto “controllo del vicinato”. Anche Alba Adriatica chiama i cittadini a collaborare con le forze dell’ordine per massimizzare la sicurezza dei quartieri. Niente ronde, niente sceriffi, ma tanti occhi sulla città per segnalare situazioni dubbie o di pericolo e movimenti strani. A occuparsi della questione è la presidente del consiglio comunale di Alba Adriatica, Alessandra Cardelli, che dal sindaco Antonietta Casciotti ha avuto la specifica delega. Concluso l'iter amministrativo relativo al progetto "controllo del vicinato", l'amministrazione si sta attivando per portare a compimento il percorso iniziato attraverso una condivisione con tutta la cittadinanza.
In Italia più di 200 Comuni hanno aderito al progetto del "controllo del vicinato", un patto di collaborazione tra gli abitanti di una zona e le forze dell'ordine. Attraverso questo patto i cittadini avranno il ruolo attivo di osservazione e conseguente condivisione di situazioni anomale. «I gruppi che si costituiranno possono contribuire a prevenire e ridurre i fenomeni di criminalità e inciviltà, possono aumentare il senso di sicurezza e di appartenenza dei cittadini al proprio territorio, favorire la solidarietà e la condivisione tra vicini in un’ottica di scambio e rafforzamento delle relazioni sociali. Consapevolezza e formazione saranno indispensabili e dopo l'estate saranno programmati gli incontri con i cittadini», fa sapere la presidente Cardelli. Dell’iniziativa sarà data pubblicità per poi passare agli incontri di quartiere. Difficile poter partire contemporaneamente in tutto il territorio, per cui si comincerà dalle aree più facilmente gestibili perché di dimensioni più ridotte come potrebbe essere, ad esempio, contrada Basciani.
Il controllo del vicinato non comporta oneri per i cittadini e si fonda semplicemente sulla collaborazione fra gli abitanti e la parte pubblica alla quale segnalare situazioni anomale facendo poi, ovviamente, riferimento diretto alle forze dell’ordine o alle altre istituzioni, senza esporre nessuno in prima persona.
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