Contrordine, siglato il patto Comune-ingegneri
Brucchi: «Dobbiamo controllare le scuole, l’accordo forse viola la legge ma mi assumo io tutta la responsabilità»
TERAMO. Non c'è tempo per una gara d'appalto dedicata alla verifiche sismiche sulle scuole. L'emergenza accentuata dalla violenta scossa di domenica ha reso possibile l'accordo tra Comune e ordine degli ingegneri che fino a sabato era dato per irrealizzabile. Complice anche una forzatura delle norme che regolano incarichi e appalti, l'intesa si farà e presto diventerà operativa. E' quanto assicura il sindaco Maurizio Brucchi al termine dell'ennesimo incontro sull'argomento con il presidente dell'ordine degli ingegneri Alfonso Marcozzi. L'organismo di categoria stilerà a breve un elenco di propri iscritti a cui saranno affidati in controlli sul grado di resistenza sismica dei 20 edifici scolastici, sui 32 di competenza comunale tra asili, materne ed elementari, che non hanno ancora questo tipo di certificazione. «E' una soluzione che sta sul crinale del rispetto della legge», osserva il primo cittadino, «ma in una situazione come questa assumo la responsabilità di una decisione complessa».
Le trattative intavolate dopo il terremoto del 24 agosto tra il Comune e gli ingegneri, infatti, non erano sfociate in una soluzione che desse garanzie di regolarità amministrativa. Per questo venerdì scorso, al termine dell’ennesimo incontro, la questione era stata ufficialmente chiusa. L'amministrazione avrebbe proceduto con una gara d'appalto, europea data l'entità della somma stanziata che ammonta a 360mila euro, per l'individuazione dei tecnici a cui affidare i controlli. I tempi della procedura sarebbero stati lunghi ma sono diventati insostenibili dopo il panico scatenato dalla scossa di domenica mattina. Brucchi e Marcozzi hanno così deciso, nonostante permangano i dubbi di natura legale, di procedere alla stesura della convenzione, che questa mattina sarà ratificata da una delibera d'indirizzo sottoposta all'approvazione della giunta. Gli accertamenti sul grado di tenuta sismica delle scuole comunque resta solo il primo passo verso la loro effettiva messa in sicurezza.
«I controlli ci descriveranno il quadro della situazione», tiene a evidenziare Brucchi, «ma poi saranno necessari gli interventi di miglioramento antisismico delle strutture per i quali saranno richieste ulteriori risorse». Una stima attendibile indica che, per i lavori di messa in sicurezza, saranno necessari 20 milioni di euro; una cifra da capogiro per le casse comunali. In attesa che la convenzione con gli ingegneri diventi operativa, ieri sono state concluse le verifiche dei danni alle scuole dopo l'ultima scossa. Non sono emerse criticità particolari, per cui le strutture possono tornare ad ospitare gli studenti anche se resta la paura dei genitori. (gdm)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

