Cordata dei sindaci contro l’abolizione del punto nascita

30 Agosto 2014

Sono almeno 10 i primi cittadini, anche del Pescarese, che delibereranno contro il taglio all’ospedale di Atri

ATRI. Nasce la cordata dei sindaci a difesa dell’ospedale di Atri. La prossima settimana i maggiori Comuni del comprensorio teramano, che di fatti usufruiscono dei servizi sanitari erogati dal San Liberatore, delibereranno la loro contrarietà ai tagli paventati dalla Regione circa il punto nascita e chiederanno il potenziamento del servizio con l’introduzione del parto indolore. I Comuni che hanno aderito al momento sono: Arsita, Bisenti, Montefino, Cermignano, Notaresco, Roseto, Castilenti. In stand-by ancora Cellino Attanasio e Castiglione Messer Raimondo. Hanno dato l’ok anche i Comuni appartenenti alla provincia di Pescara come: Montesilvano, Elice, Città Sant’Angelo che di fatti e usufruiscono in parte dei vari servizi sanitari di Atri. La paventata chiusura del punto nascita, al momento non è stata smentita dall’assessore alla sanità Silvio Paolucci. E’ stato proprio questo il motivo dell’allarme lanciato dai sindaci.

La delibera che approveranno i vari Comuni sarà sulla falsariga di quella approvata dal Comune di Atri la scorsa settimana. A tirate le fila della protesta è il sindaco di Atri Gabriele Astolfi che a ieri non ha ricevuto ancora nessuna rassicurazione, né dalla Regione nè dal consigliere territoriale Luciano Monticelli. Dichiara a caldo: «Abbiamo chiesto da settimane un incontro col governatore D’Alfonso sul tema, ma al momento non c’è stata nessuna risposta in merito. Tutti i sindaci dell’entroterra teramano vogliono risposte serie e concrete. Il silenzio è preoccupante, finora la politica che governa la Regione latita, non possiamo assistere al lento logorio della situazione senza reagire con forza sin da subito». La recente commissione straordinaria a difesa del centro nascite, costituitasi di recente nel Comune di Atri, ha visto per la prima volta coesione tra maggioranza e opposizione. Anche i sindaci della costa del Cerrano, giorni fa avevano espresso preoccupazione. Il sindaco di Pineto Robert Verrocchio ha affermato: «la chiusura del punto nascita di Atri non sarebbe un atto tra i tanti. Sarebbe un’ulteriore mazzata per un territorio che dal punto di vista della sanità ha dato molto più di altri. La costa teramana si troverebbe di fatto sguarnita di un servizio importante». Anche il sindaco di Silvi Francesco Comignani, qualche giorno fa , aveva fatto intendere che i servizi dell’ospedale di Atri non vanno ridimensionati ma potenziati fino a portarli ad un livello di eccellenza che meritano: «Va bene la razionalizzazione dei costi ma serve anche buonsenso». Adesso la palla passa nelle mani della Regione che dovrà rispondere in maniera chiara ed inequivocabile.

Domenico Forcella

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