Cordata di negozianti chiede di gestire i parcheggi ex Monti

Roseto, sono quasi sempre inutilizzati perché l’ascensore non funziona. Il Comune è favorevole alla proposta
ROSETO. I commercianti del complesso “Parco Rose” chiedono al Comune di poter gestire il parcheggio che si trova sotto l’ampia piazza, al momento senza ancora un nome, su cui si affacciano i propri negozi nell’area ex Monti. A dare la spinta all’iniziativa è il degrado della struttura, praticamente inutilizzata anche per la mancanza dell’ascensore. In tutto i posti macchina sono 65 oltre a ulteriori 20 riservati alle moto, il che rappresenterebbe una valvola di sfogo per una parte della città in forte difficoltà proprio per la carenza di parcheggi. Ma benché si trovi in una zona dove c’è grande carenza di aree per la sosta, il parcheggio è quasi sempre completamente vuoto. Sarà forse anche per questo motivo che l’amministrazione comunale aveva deciso di venderlo per fare cassa, ma il relativo bando non ha avuto esito. Nel frattempo, però, l’opera rappresenta un rifugio ideale per giovinastri che amano tirare tardi la notte, o anche per persone senza tetto, i quali trovano nel parcheggio della ex Monti un rifugio sicuro per trascorrere del tempo, talvolta l’intera notte se non trovano altre sistemazioni di fortuna. Così al mattino si ritrovano al suo interno cartacce, bottiglie vuote, residui di cibo e altri rifiuti che non rendono certo piacevole il colpo d’occhio, né invogliano a lasciare lì la propria automobile i pochi che scendono sotto la piazza alla ricerca di un parcheggio. Un altro motivo per cui la struttura in questione è perennemente deserta è legato al fatto che l’ascensore non funziona, pertanto salire le scale con le borse della spesa non invoglia certo a utilizzarlo.
«La proposta di gestire in compartecipazione il parcheggio della ex Monti è sicuramente intelligente e va presa in considerazione», sottolinea l’assessore ai lavori pubblici Fabrizio Fornaciari, «anche perché il suo pieno utilizzo potrebbe rappresentare un valido incentivo a mutare le abitudini di chi parcheggia nei dintorni del quartiere, da sempre alle prese con la cronica carenza di aree per la sosta, oltre ad essere di stimolo per ripristinare una viabilità più razionale nell’intera zona con il coinvolgimento diretto dei commercianti».
L’opera fa parte di un intervento molto più ampio che tecnicamente si chiama Prusst, cioè programma di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio, che in pratica prevede un accordo tra pubblico e privato per realizzare un programma edilizio in grado di soddisfare entrambe le parti.
Così il privato ha potuto realizzare delle palazzine su un’area a destinazione industriale, bonificando un terreno oramai degradato, mentre il comune ha avuto in cambio dei locali per complessivi 880 mq – il che corrisponde a un intero piano di una delle tre palazzine più due negozi al piano terra – oltre al parcheggio pubblico interrato di duemila metri quadrati. In totale, cioè tra interrati e quelli in superficie, i parcheggi messi a disposizione della collettività sono 245.
Federico Centola
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