Corona: i marciapiedi non si vogliono fare

12 Luglio 2019

TERAMO . «Nessuna volontà di risolvere il problema della mancanza di marciapiedi tra Villa Pavone e il cimitero». E’ l’accusa rivolta all’amministrazione comunale da Luca Corona, consigliere di...

TERAMO . «Nessuna volontà di risolvere il problema della mancanza di marciapiedi tra Villa Pavone e il cimitero». E’ l’accusa rivolta all’amministrazione comunale da Luca Corona, consigliere di ‘Oltre’. A questa conclusione il rappresentante dell’opposizione è giunto dopo la decisione della giunta di destinare un finanziamento regionale di 40mila euro al ripristino della carreggiata franata in un tratto di via Biondi, la strada che conduce a Colleatterrato basso.
Quella somma, a detta di Corona, doveva essere per gli spazi riservati ai pedoni tra l’abitato di Villa Pavone e Cartecchio. «Nel corso di un sopralluogo nella zona con i rappresentanti delle Ferrovie», ricorda il consigliere, «l’assessore Stefania Di Padova aveva compreso la problematica e si era detta disponibile a usare i 40mila euro per i marciapiedi». Nelle settimane successive, però, l’orientamento della giunta era cambiato. «Secondo l’assessore Valdo Di Bonaventura quella somma sarebbe stata destinata agli asfalti a Villa Pavone», ricorda Corona, «dimostrando la mancanza di comunicazione in giunta». Alla fine è stata scelta un’ulteriore soluzione, assegnando il fondi al ripristino parziale di via Biondi. Per il consigliere quell’intervento doveva essere a totale carico di Rfi, la società di gestione della rete ferroviaria che ha realizzato la mega rotonda. «In base a un accordo verbale sarebbe stato il ristoro che le Ferrovie avrebbe concesso al Comune per il ritardo nella conclusione dei lavori della rotatoria», spiega il consigliere di opposizione. Il cedimento di via Biondi, infatti, sarebbe dovuto all’aumento dei volumi di traffico in quella zona durante la prolungata chiusura del tratto di statale interessato dai lavori della rotonda. «L’amministrazione», conclude il consigliere, «non è riuscita a imporre alle Ferrovie il rispetto dell’impegno». (g.d.m.)