Corsa contro il tempo per sistemare la pista ciclopedonale

Alba Adriatica, con il “silenzio assenso” del Genio civile può partire l’appalto ma sarà difficile finire i lavori per l’estate
ALBA ADRIATICA. Alba Adriatica ottiene l’autorizzazione che mancava per “silenzio assenso” del Genio Civile regionale: ora comincia la corsa contro il tempo per rifare il look della passeggiata del lungomare entro la prossima stagione estiva, come spera l’amministrazione del sindaco Tonia Piccioni. Ci vorrà però un miracolo, considerato che nel progetto stesso si stima ci vorranno 10 mesi a partire da oggi per vedere finalmente una pista ciclopedonale sistemata e valorizzata grazie ai fondi regionali del progetto “Bike to coast”.
Ma forse la buona notizia è già quella che i lavori si faranno, vista la preoccupazione dei funzionari comunali che traspare dal verbale della conferenza dei servizi che si è tenuta il 30 dicembre scorso. A quell’incontro organizzato proprio per l’autorizzazione mancante e per i solleciti inascoltati, il Genio civile infatti non manda rappresentanti e uno dei responsabili del Comune spiega che Alba rischi così di non rispettare il cronoprogramma, il che vorrebbe dire mandare in fumo i quasi 200 mila euro di finanziamento regionale per sistemare la pista ciclopedonale. Passate meno di due settimane, però, l’ufficio lavori pubblici decide di prendere come “silenzio assenso” quello del Genio Civile, dando il via alla fase finale dell’iter burocratico, quello dell’appalto e poi dei lavori veri e propri. Il progetto, già approvato dalla giunta comunale ad ottobre, prevede la sistemazione dei cordoli in travertino che dividono la pista ciclabile da quella pedonale, la reintroduzione delle aiuole mancanti e la ritinteggiatura dell’asfalto, oltre al posizionamento di cartelli e totem di informazione turistica che offriranno uno sguardo d’insieme su tutta la costa abruzzese. Nel tratto nord del lungomare, inoltre, saranno installati dissuasori e divisori per permettere il transito in sicurezza di bici e pedoni tra la rotonda Nilo e il ponte sul Vibrata.
Luca Tomassoni
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