Costo dei materiali e contributi: si cerca l’accordo Legnini-Regioni

Oggi la cabina di coordinamento dovrebbe varare l’ordinanza che adegua il prezzario nel cratere e i parametri per l’erogazione dei fondi. Le Marche chiedono incrementi più alti di quelli previsti
TERAMO. Oggi potrebbe essere un giorno decisivo per la definizione del pacchetto di misure volte a contrastare il caro prezzi dei materiali edili che, come sta accadendo in tutta Italia, sta determinando seri problemi anche ai cantieri della ricostruzione post terremoto 2016. Stamattina è in programma infatti una nuova riunione della cabina di coordinamento, guidata dal commissario straordinario Giovanni Legnini, e sul tavolo c’è – come nelle due riunioni precedenti, che non sono state risolutive – l’ordinanza proposta dal commissario straordinario che prevede l’adozione sia di un nuovo prezzario unico per il cratere, che tenga conto del rincaro dei materiali, sia l’incremento del costo parametrico, ovvero degli strumenti che servono per determinare il contributo di ricostruzione, destinato ad aumentare nuovamente dopo un aumento temporaneo già deciso nello scorso mese di agosto.
In una nota della struttura commissariale che annuncia l’importante appuntamento di oggi si legge: «Sostanzialmente definito il nuovo Prezzario dopo un confronto tra le Regioni, le imprese e le agenzie specializzate, si è condivisa la modalità per analizzare e verificare i metodi di calcolo per determinare l’aumento percentuale del costo parametrico. Sui nuovi schemi sono ora in corso le verifiche da parte dei tecnici degli Uffici regionali e della struttura commissariale. L’Ordinanza punta a rispondere ai problemi innescati nella ricostruzione pubblica e privata dall’aumento del prezzo di molti materiali edili con un aumento del contributo per le nuove domande, e consentendo un recupero dei maggiori costi a chi ha redatto i progetti sulla base dei vecchi prezzi e ha già avviato i lavori».
Dietro le note ufficiali, sull’argomento c’è una certa tensione: che oggi potrebbe sciogliersi, o viceversa esplodere. La Regione Marche, la più colpita dai terremoti del 2016 e 2017, è uscita allo scoperto negli ultimi giorni chiedendo un adeguamento del prezzario e del costo parametrico molto più alto di quello che sarebbe stato previsto dalla struttura del commissario Legnini. Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, in un post su Facebook ha scritto: «Purtroppo a causa dei rincari dei costi delle materie prime e del prezzo dell'energia, ancora una volta si sta bloccando la ricostruzione post-sisma. Non si può consentire e non è comprensibile che gli effetti della crisi in atto debbano essere addebitati alle comunità colpite dal terremoto. Per noi la ricostruzione è una priorità e per questo abbiamo aggiornato il prezzario da ormai quattro mesi. Ci aspettiamo che tutti prendano atto dell'aumento dei prezzi e della necessità di adeguare il contributo parametrico per la ricostruzione degli edifici per non vanificare tutti gli sforzi fin qui profusi». E l’assessore regionale con delega alla ricostruzione Guido Castelli ha auspicato un aumento del prezzario e del costo parametrico nell’ordine del 25-30%, e non del 15% come sembra sia previsto nell’ordinanza preparata da Legnini. Oggi si punta a un accordo che soddisfi tutti.
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