Costretti a vivere tra la muffa senza gas e con 250 euro al mese

9 Febbraio 2020

Fratello e sorella non possono neanche chiedere la casa popolare o il reddito di cittadinanza per un problema burocratico. L’appello ai privati: «Abbiamo bisogno di un lavoro, aiutateci»

CELLINO ATTANASIO. Chiede un lavoro per sé o per il fratello per non vivere di assistenzialismo, vista l’impossibilità temporanea di ottenere un alloggio popolare o il reddito di cittadinanza. A lanciare l’appello è una donna di 44 anni, che risiede insieme al proprio fratello 40enne nel comune di Cellino Attanasio, in una vecchia casa con evidenti infiltrazioni e macchie di umidità alle pareti e senza riscaldamento – ad eccezione di quello fornito da alcune stufette elettriche che sono state donate loro. Se per il cibo e i pasti, le coperte e altre piccole necessità quotidiane non manca l’aiuto di una vicina e di qualche amministratore comunale, nonché di un'assistente sociale e dello stesso Comune, che ha fornito alcuni contributi economici, rimane il problema di fondo.
«Non sono solita chiedere aiuto, ma non so più cosa fare. L’unica entrata di cui disponiamo entrambi è una piccola pensione di invalidità civile di circa 250 euro, ma non basta a coprire le spese», racconta la donna, «ci hanno già staccato il riscaldamento perché non siamo riusciti a pagare le bollette. A breve accadrà la stessa cosa con l’elettricità e a quel punto non avremo modo di riscaldarci». La 44enne racconta di aver lavorato fino a qualche anno fa, trovando impiego come lavoratrice delle pulizie, operaia in un borsettificio e aiuto in cucina. «Va bene qualsiasi lavoro, purché riesca a poter guadagnare qualcosina per me e mio fratello, garantendoci un po’ di autonomia economica», aggiunge la donna, che chiarisce: «Purtroppo per ora non possiamo neanche chiedere un alloggio popolare o accedere al reddito di cittadinanza, perché nel nucleo familiare risultano altri due componenti che tuttavia non risiedono più qui con noi. Abbiamo richiesto l’accertamento per il cambio di residenza prima di Natale e siamo in attesa. Fino a che non avverrà questo passaggio l’unica cosa che possiamo fare è cercare un lavoro».
L’altro desiderio espresso dalla 44enne è, quindi, quello di poter disporre di una casa dove non debbano patire il freddo. «È vero che non paghiamo l’affitto qui, essendo l’abitazione di un nostro familiare, ma appena tramonta il sole si gela. I muri sono spessi ed è difficile riscaldare le stanze», dice la donna, «anche chiudendo le porte e infilandosi subito a letto, si riesce a mantenere solo pochissimo tepore con le stufette elettriche che ci hanno portato. Ecco, a tal riguardo ringrazio di cuore la mia vicina, l’amministratore comunale e le altre persone che ci hanno aiutato finora, per ogni piccolo gesto fatto per noi».
In chiusura, la 44enne rivolge un ultimo appello anche alle istituzioni affinché la burocrazia faccia quanto prima il suo corso, per permettere a lei e al fratello di essere riconosciuti legalmente come nucleo familiare a sé e poter così richiedere una casa popolare o il reddito di cittadinanza. Per chi volesse contattarli per un’offerta di lavoro, il numero è 391 479 1340.
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