Costringe l’amica a prostituirsi: “Se non lo fai uccidiamo la tua famiglia”

Martinsicuro. Dopo dieci anni dai fatti, una 40enne romena è finita a processo con l’accusa di aver costretto a prostituirsi l’amica connazionale fatta arrivare in Italia con la promessa di un posto da barista e poi obbligata sulla strada. Con gravi minacce di morte
MARTINSICURO. Dopo dieci anni dai fatti è finita a processo con l’accusa di aver costretto a prostituirsi l’amica connazionale fatta arrivare in Italia con la promessa di un posto da barista e poi obbligata sulla strada.
Lei è una donna romena di 40 anni inizialmente dichiarata irreperibile (per questo il procedimento giudiziario a suo carico era stato bloccato) e successivamente rintracciata. La donna, assistita dagli avvocati Umberto Gramenzi e Francesca Bucci, ieri mattina è stata rinviata a giudizio dal gup Roberto Veneziano. Il processo inizierà a novembre davanti al collegio in composizione collegiale.
Nell’inchiesta sono stati coinvolti anche altre quattro connazionali della donna che hanno già definito la loro posizione processuale nel corso degli anni.
Secondo l’accusa ricostruita dalla Procura, la donna avrebbe fatto arrivare dalla Romania una sua amica promettendole un lavoro da barista. Una volta arrivata in Italia, però, la donna sarebbe stata costretta a prostituirsi con la quarantenne che, insieme ai suoi amici, l’avrebbe privata del documento d’identità e del telefono cellulare.
Sempre secondo l’accusa, inoltre, la donna e i suoi complici l’avrebbero picchiata ogni volta che lei si rifiutava di consegnare loro i soldi.
Inoltre l’avrebbero minacciata di morte. Non solo. L’avrebbero anche minacciata di uccidere i suoi familiari rimasti in Romania qualora lei avesse raccontato tutto alle forze dell’ordine. I fatti, sempre secondo la ricostruzione della Procura, sarebbero andati avanti per mesi fino a quando la donna ha trovato il coraggio di denunciare l’amica e gli altri rivolgendosi alla polizia.
A chiusura dell’inchiesta, la sua connazionale e alcuni dei complici sono riusciti a far perdere le loro tracce. Per questo durante il procedimento giudiziario sono stati inizialmente dichiarati irreperibili con la conseguenza immediata dello stop di udienze preliminari. Successivamente la donna e gli altri sono stati rintracciati e il procedimento giudiziario è ripartito. Per la donna proprio dall’udienza preliminare che si è conclusa ieri con il rinvio a giudizio con le pesanti accuse di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e minacce.
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