Costringe un operaio a mentire sull’infortunio: rinviato a giudizio

Martinsicuro, lo obbliga a dire che è caduto in casa e non in cantiere minacciando di licenziarlo: «Se dici la verità mando a casa te e i tuoi fratelli». Aperto un altro fascicolo per false dichiarazioni
MARTINSICURO. Non voleva problemi e così quando l’operaio straniero è caduto nel cantiere lui l’ha minacciato: «O dici che sei caduto a casa o licenzio te e i tuoi fratelli». Un imprenditore 49enne di Montesilvano è finito a processo con l’accusa di violenza e minaccia per costringere a commettere un reato. Così ha deciso ieri il gup Giovanni de Rensis nell’accogliere la richiesta del pm Davide Rosati.
Ora, dunque, sarà un processo a stabilire la verità giudiziaria. Per il momento c’è chi accusa e chi si difende. E un altro procedimento giudiziario in cui l’imprenditore e l’operaio sono indagati per false dichiarazioni visto che l’uomo, per non perdere il lavoro, in un primo momento al pronto soccorso aveva detto di essere caduto in casa.
I fatti contestati all'imprenditore risalgono del 2014 quando un suo dipendente si era infortunato in un cantiere di Martinsicuro tanto da dover ricorrere alle cure del pronto soccorso dell'ospedale. A quel punto, secondo l'accusa della Procura, l'imprenditore per non avere problemi con gli enti preposti, avrebbe costretto l'uomo a mentire e a dichiarare di essersi fatto male cadendo da una scala mentre si trovava nella sua abitazione. E questo minacciandolo di licenziare sia lui che i fratelli se avesse raccontato la verità. Cosa che l’uomo, un cittadino straniero, non ha mai fatto. Al pronto soccorso, infatti, ha raccontato di essere caduto mentre era in casa. Ma con il tempo e tutta una serie di circostanze la ricostruzione esatta dell’accaduto è emersa tanto che l’imprenditore è finito come indagato nel fascicolo aperto dalla Procura. Un fascicolo complesso da cui è stato stralciato un altro procedimento aperto per false dichiarazioni in cui sono stati iscritti sempre l’imprenditore e anche l’operaio. Le false dichiarazioni sono proprio quelle fatte al pronto soccorso dell’ospedale di Atri quando il lavoratore è arrivato dopo la caduta.
Un’indagine complessa quella delegata dalla Procura che durante gli accertamenti ha ricostruito nei minimi dettagli il fatto, ascoltando anche le versioni degli altri operai del cantiere. Che hanno subito raccontato quello che era successo e cioè che il collega era caduto mentre lavorava. La certezza è arrivata a conclusione di tutta una serie di accertamenti, anche medici, che hanno escluso la compatibilità delle lesioni riportate dall’uomo con la ricostruzione fatta.
Purtroppo l’episodio non è isolato. Già in altre occasioni, infatti, la Procura ha aperto delle inchieste a carico di alcuni imprenditori che hanno costretto degli operai a dare versioni diverse su alcuni incidenti avvenuti nei cantieri.(d.p.)
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