«Così abbiamo salvato due anziani dalle fiamme»

Silvi, il racconto di due vigili urbani intervenuti per primi nella villa a fuoco I residenti portati fuori a spalla perché si muovono solo con le stampelle
SILVI. «Il fuoco stava divorando l’appartamento e le stanze erano invase dal fumo. Ho capito che non c’era un attimo di tempo da perdere e quando ho visto due persone che si stavano accasciando a terra con prontezza le ho afferrate e tirate fuori da quella poteva essere la loro tomba». E’ con queste parole che Alessandro Pasquinucci, vigile della polizia municipale del Cerrano, rivive quegli interminabili minuti di sabato sera, quando l’incendio divampato da una canna fumaria ha avvolto una delle più antiche ville di Silvi, un edificio in stile liberty che risale ai primi del Novecento.
Tre degli appartamenti dello stabile sono stati dichiarati inagibili e le famiglie sgomberate. All’interno c’erano soprattutto anziani residenti, alcuni dei quali si muovono solo con l’aiuto delle stampelle. Una condizione sicuramente difficile per chi deve allontanarsi da un palazzo in fiamme. Ed è con una punta di orgoglio che si confonde a timidezza che Pasquinucci prosegue nel racconto della drammatica serata: «Io e il mio collega Marco Di Michele siamo giunti sul posto per primi non appena abbiamo visto le fiamme. Siamo entrati nella villa e abbiamo subito bussato alle porte chiedendo a tutti gli occupanti di uscire velocemente. Al secondo piano, dove ha avuto origine l’incendio, l’abitazione era invasa da fumo bianco: abbiamo subito aperto tutte le finestre e fatto uscire la coppia che vi abitava, quella che aveva tentato di accendere il camino. Quando siamo saliti al piano di sopra abbiamo trovato una situazione molto più grave. Il sottotetto era in fiamme squarciato in punti: qui ho visto due persone anziane con le stampelle, erano molto agitati e immobilizzate dalla paura. La donna, evidentemente non rendendosi conto della pericolosità di quello che stava succedendo, con un bicchiere di acqua stava tentando di spegnere le fiamme. Quando l’ho vista l’ho subito tirata per un braccio verso la porta ma lei opponeva resistenza, strillava, diceva di voler rimanere in quel posto. Intanto vedevo il tetto che stava crollando sempre più e allora ho capito che non si poteva perdere altro tempo. Così ho trascinato a forza la donna fuori sul pianerottolo, mentre l’agente Di Michele si è preso cura del suo compagno che è stato portato fuori. Poi, una volta usciti dall’appartamento, con calma abbiamo tranquillizzato entrambi portandoli fuori dalla villa e lontano da quell’inferno». I vigili del fuoco, intervenuti per domare le fiamme, hanno lavorato fino a tarda notte per domare l’incendio partito da una canna fumaria che, si apprende, avrebbe dovuto essere ripulita tra qualche giorno.
Il vigile Pasquinucci così conclude il suo ricordo: «Ho alle spalle 11 anni di esercito e so che in caso di emergenza i tempi di reazione sono tutto. Il fumo era tanto e anche io ho respirato a fatica, ma bisognava portare fuori subito le persone perchè poteva succedere tutto da un momento all’altro. Non è stato facile, soprattutto nel soccorso agli anziani, ma ora siamo contenti di aver salvato delle vite perchè uscire da soli muovendosi con delle stampelle sarebbe stato sicuramente molto difficile». Tre appartamenti sono stati dichiarati inagibili e le famiglie residenti nei due abitati sono state alloggiate in un primo momento in un albergo. Nelle prossime ore l’amministrazione comunale di Silvi provvederà a trovare loro un’altra sistemazione.
Domenico Forcella
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