Covid e reparti chiusi, opposizioni contro sindaco e Asl

26 Febbraio 2021

ATRI. L’opposizione ad Atri incalza il sindaco Piergiorgio Ferretti in merito alla sua contrarietà nel far entrare l’ospedale “San Liberatore” nel Piano pandemico nazionale. In una nota il...

ATRI. L’opposizione ad Atri incalza il sindaco Piergiorgio Ferretti in merito alla sua contrarietà nel far entrare l’ospedale “San Liberatore” nel Piano pandemico nazionale.
In una nota il consigliere capogruppo del Pd Alfonso Prosperi afferma: «Continueremo a batterci per l’ingresso del nostro ospedale nel piano pandemico e per la riapertura dei reparti chiusi per fronteggiare l’emergenza Covid e per l’aumento del personale addetto. Sindaco, il consiglio comunale le ha affidato un documento politico unitario che anche lei ha firmato e che risolve per sempre questo problema della conversione e riconversione dei reparti. Questo balletto indegno, questo spreco di denaro ed energie, questo modo di denegare la salute spargono confusione tra gli operatori della struttura e la popolazione».
Sulla mancata riapertura di alcuni reparti al San Liberatore ieri sono intervenuti anche i consiglieri comunali Paolo Basilico (Abruzzo Civico Atri) e Giammarco Marcone (Atri Civica) che, bypassando il primo cittadino per sapere quale sarà il futuro dell’ospedale, hanno scritto una lettera al direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia nella quale si legge: «Nonostante le categoriche assicurazioni del direttore sanitario accolte con il consueto gaudio grato dal sindaco di Atri Ferretti, a tutt’oggi nel presidio ospedaliero di Atri rimangono chiuse le unità operative di pediatria e cardiologia e il centro regionale di fibrosi cistica. Ma non è tutto, purtroppo. Non è ripresa l’importantissima attività chirurgica urologica e circola voce di un imminente trasferimento di dotazioni e personale al Mazzini di Teramo, con danno incommensurabile per il San Liberatore, anche per il coordinamento con le altre discipline chirurgiche. Sarebbe un tragico e irragionevole errore che nuocerebbe proprio al nostro nosocomio. Attendiamo una risposta chiara, auspicando di essere smentiti». (d.f.)
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