Covid, mini reparti-filtro in tutti i Pronto soccorso

Sono in corso i lavori per dotare anche i servizi di Giulianova e Sant’Omero di camere singole dedicate all’osservazione breve dei pazienti sospetti
TERAMO. I quattro ospedali della provincia hanno subito una metamorfosi, più o meno radicale, durante l’emergenza coronavirus. Cambiamenti fatto di nuovi percorsi ottenuti anche con opere di edilizia, oltre che con strutture mobili.
E le opere di edilizia continuano: ne sono in corso in due Pronto soccorso, quello di Giulianova e quello di Sant’Omero. La Asl ha voluto creare due mini-corsie di osservazione breve (Obi), in cui ricoverare i pazienti che arrivano e che non si sa se sono positivi. I due Pronto soccorso in questione non avevano quelle che fino a qualche anno fa si chiamavano astanterie, molto utili in questo periodo perchè possono fungere da filtro.
L’Obi dell’ospedale di Giulianova sarà pronta proprio in queste ore visto che i lavori sono stati poco impegnativi, mentre per quella di Sant’Omero saranno necessari altri 15 giorni circa. Entrambe avranno 5-6 posti letto, buona parte in stanze singole, in modo da garantire una sorta di isolamento al paziente sospetto. Saranno strutture utilissime quando arriveranno i tamponi brevi, che saranno in grado in 20 minuti di accertare la positività o meno del paziente. L’arrivo dei tamponi brevi , peraltro, è previsto per metà giugno, ma potrebbe verificarsi qualche ritardo vista la grande richiesta a livello nazionale.
Poi, quando l’emergenza coronavirus sarà finita, le due astanterie saranno delle normali stanze per l’osservazione breve dei pazienti.
Quello dei due Pronto soccorso è solo l’ultimo intervento di una lunga serie che ha visto cambiare assetto soprattutto agli ospedali di Teramo e Atri. Quest’ultimo ieri ha riaperto ufficialmente tutte le attività esistenti prima della pandemia. Gli ospedali adesso dispongono ad esempio di sale operatorie Covid, di reparti-filtro o di reparti ora chiusi – ad esempio la Rianimazione Covid – che possono essere riattivati in qualsiasi momento.
L’obiettivo dei percorsi per i pazienti che arrivano negli ospedali in tempo di coronavirus è ovviamente quello di tutelare non solo il personale ma anche gli altri ricoverati. Il livello di sicurezza adesso è alto: ci sono ad esempio speciali presidi per fare esami ai pazienti esterni che implicano una vicinanza con gli operatori sanitari, come in Oculistica e Otorino dove sono stati montati schermi di plexiglass che fanno da barriera negli esami diagnostici ravvicinati.
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