Cozzi contesta lo spostamento della centrale elettrica della Cona

Per il consigliere di Forza Italia «è il più grande sperpero di soldi pubblici mai ricordato in città: l’attuale amministrazione ha cancellato la nostra soluzione e ha favorito solo Enel e Terna»
TERAMO. «Ai cittadini va detta la verità e sono pronto a un confronto pubblico su quello che viene presentato come un progetto eccezionale ma che in realtà, a mio avviso, è il più grande sperpero di fondi pubblici mai ricordato sul nostro territorio. Uno sperpero che ho segnalato all'Olaf, l'autorità competente al controllo della gestione di fondi europei, affinché faccia le sue valutazioni». Così il consigliere comunale di Forza Italia Mario Cozzi va all'attacco sulla delocalizzazione della centrale Enel della Cona. Lo fa a pochi giorni di distanza dalla conferenza stampa con la quale il sindaco Gianguido D'Alberto e il vice Giovanni Cavallari hanno illustrato le modifiche al progetto, definite transitorie, relative alla collocazione temporanea di due tralicci: un cambio di programma dovuto alla scoperta che, per procedere con i lavori, serve una valutazione di impatto ambientale (Via) che oggi non c'è. Queste modifiche, ha garantito l'amministrazione, non incideranno sugli obiettivi finali: delocalizzazione della centrale, interramento dei cavi, realizzazione di una piazza. Tutto coi 2,5 milioni di euro di fondi Masterplan.
Nonostante le rassicurazioni, il progetto torna nel mirino di Cozzi che critica scelte, modi e opportunità degli interventi ritenuti non risolutivi. «Intanto non si tratta di delocalizzazione, ma di spostamento al di là della strada, con dei capannoni che restano in bella vista. Noi, nell'ex giunta, avevamo individuato l'area di Gattia per spostare la centrale e poi, nell'ambito dei contratti di quartiere, avevamo inserito la nuova piazza nella zona ex fornace dove esistono già giochi per bambini ed attività commerciali. Tutto archiviato da chi è arrivato dopo, a favore solo di Enel e Terna e senza ritorni per i cittadini», dice il consigliere, ritenendo inconsistenti i benefici per l'ambiente e la salute e chiedendosi perché la Via sia spuntata solo ora. «Se il parere sarà negativo che si farà? La risposta è una: la soluzione che oggi viene spacciata per temporanea sarà definitiva e così avremo solo tolto qualche traliccio posizionandone due nuovi poco più in là, su un terreno privato. Tutto con soldi pubblici giustificati in questo progetto dalla presenza di una nuova piazza da realizzare, con esproprio dell'area pagato a Terna, in una zona del quartiere non baricentrica», dice Cozzi, spiegando come parte dell'interramento dei cavi interesserà una scarpata a ridosso del fiume, circostanza che lo spinge a dubitare dell'arrivo di un parere positivo. «Si dà per certa una delocalizzazione, anzi uno spostamento, prima ancora che ci sia la Via: è una grave scorrettezza amministrativa e politica», conclude il forzista.
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