Crac Curti-Di Pietro, in aula parlano 26 testi dell’accusa

TERAMO. E’ stata una giornata caratterizzata dall’audizione di 26 testi quella che ha scandito la quarta udienza del processo bis per il crac Curti-Di Pietro. Di fronte al collegio (presieduto da...
TERAMO. E’ stata una giornata caratterizzata dall’audizione di 26 testi quella che ha scandito la quarta udienza del processo bis per il crac Curti-Di Pietro. Di fronte al collegio (presieduto da Franco Tetto, a latere Sergio Umbriano e Enrico Pompei) sono sfilati i numerosi testi citati dalla pubblica accusa rappresentata dal pm Irene Scordamaglia: in particolare fornitori e dipendenti delle società coinvolte nel crac. Imputati nel processo sono il commercialista teramano Carmine Tancredi (a lui la procura contesta il concorso in bancarotta) e altri sette (tutti ex amministratori di fatto e di diritto).
Tancredi, socio di studio di Gianni Chiodi (ex presidente della giunta regionale che è del tutto estraneo alla vicenda), è stato consulente degli imprenditori Maurizio Di Pietro e Guido Curti condannati in primo grado a sei anni per bancarotta fraudolenta. Per i due e per l’altro imprenditore Nicolino Di Pietro (condannato a tre anni nel primo processo) è stato lo stesso il pm Scordamaglia a chiedere in udienza preliminare il non doversi procedere per il principio giuridico del ne bis in idem (non si può essere giudicati due volte per lo stesso fatto) visto che per il concorso nella bancarotta sono stati già giudicati e condannati. I Di Pietro e Curti questa volta sono imputati per alcuni reati fiscali legati alle sorti di una delle società coinvolte. A processo anche Antonio Zacchei, Marco Paolo Di Anastasio, Luciano Seghetti e Loredana Cacciatore. In questo procedimento è stato riunificato anche quello in cui sono imputati solo Curti, Cacciatore, e Di Pietro. I tre sono accusati di bancarotta in concorso, nello loro vesti di amministratori di diritto e di fatto, nell’ambito delle questioni riguardanti il fallimento della Mg Costruzioni, la quinta società del crac la cui richiesta di fallimento venne all’epoca presentata dalla stessa procura nell’ambito delle dettagliate indagini sulla mega bancarotta. (d.p.)
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