Crac dell’olio, dimezzata la produzione

6 Ottobre 2014

In provincia di Teramo si prevede un 50-60% in meno dell’anno scorso e un rincaro dei prezzi al consumo

TERAMO. Il 2014 sarà ricordato da tutti i produttori d'olio d'oliva come uno dei peggiori anni per la resa e la qualità complessiva di uno degli alimenti principali delle nostre tavole: le avverse condizioni climatiche verificatesi durante l'estate e la mosca olearia, sono da additare quali responsabili degli scarsi, se non addirittura assenti, raccolti delle olive. Anche nella provincia di Teramo si registrano dati shock che testimoniano, per il momento, un calo della produzione di olio di oltre il 50%, rispetto all'anno precedente. Sia sulla costa che nella zona montuosa le olive scarseggiano, ma se c'è chi rinuncerà addirittura a raccogliere i pochi frutti prodotti dagli ulivi c'è anche chi riuscirà a salvare l'annata grazie ad una buona gestione tecnica delle piantagioni operata nella scorsa primavera.

Le anomalie dell'estate appena trascorsa hanno inciso profondamente sulla produzione dell'olio, dato che la grandine e le frequenti piogge cadute negli ultimi mesi non hanno permesso alle olive di maturare normalmente. Se grandine e vento hanno fatto cadere a terra buona parte dei chicchi, la pioggia ha contribuito a limitare la fioritura delle piante e, di conseguenza, l'impollinamento e l'allegagione, in pratica il normale sviluppo del frutto. Allo stesso modo, la presenza della mosca olearia ha determinato la scarsa crescita e qualità delle olive.

«Se è ancora presto per parlare della qualità dell'olio che verrà prodotto, anche se le premesse non sono affatto buone, la produzione può essere definita scarsissima», spiega Marcella Cipriani, responsabile dell'associazione Pandolea ed ex presidente provinciale dell'ordine degli agronomi. «L'abbassamento della produzione, rispetto al 2013, si attesta sul 50-60%. La campagna olearia è cominciata presto, i frantoi hanno aperto prima, proprio a causa della scarsità della produzione e della maturazione delle olive compromessa dalla mosca». Cipriani spiega che l’ insetto ha cominciato ad effettuare attacchi serrati sulle piante già dallo scorso mese di luglio, riproducendosi finora 4-5 volte. La zona costiera è più esposta all'attacco della mosca olearia, ma anche l'area della montagna ha subito le conseguenze della presenza dell'insetto, senza contare le peggiori condizioni meteo.

«Molti produttori rinunceranno proprio a raccogliere le olive, invece chi ha effettuato dei trattamenti sulle proprie piante riuscirà, in parte, a salvare il raccolto», fa sapere Cipriani. C'è anche chi, però, riuscirà ad ottenere una discreta produzione di olio d'oliva: si tratta di quei coltivatori che hanno contrastato la mosca con una maggiore attenzione nei confronti delle proprie piante, attraverso degli interventi chimici tesi a contrastare la presenza dell'insetto. «Il raccolto dipenderà anche dalla gestione aziendale operata», aggiunge la responsabile di Pandolea. «L'assenza di trattamenti porterà ad una qualità pessima dell'olio, al contrario interventi adeguati, anche nella coltivazione biologica, condurranno ad un discreto raccolto. Insomma, chi ha agito bene raccoglierà i propri frutti». A causa dell'ormai più che probabile penuria di prodotto fresco, le scorte dell'olio prodotto nel 2013 stanno andando letteralmente a ruba, e molti coltivatori hanno esaurito le proprie riserve. Dato che il fenomeno della penuria di olive sta interessando la maggior parte del territorio nazionale, per molti produttori non sarà possibile nemmeno fare affidamento sull'acquisto di olive provenienti da regioni limitrofe, così come accaduto talvolta in passato. Per tale motivo il costo dell'olio 2014 potrebbe subire rincari che si attestano sul 15-20%. L'avviso ai consumatori è d'obbligo: assicurarsi della qualità dell'olio che si andrà ad acquistare, affinché un prodotto scadente non venga spacciato, ad un costo elevato, per rara prelibatezza.

Sandro Petrongolo

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