Crac Sogesa, chiesto il processo per otto

Tra loro l’ex presidente del Cirsu Angelo Di Matteo. Per la Procura avrebbero disconosciuto crediti per circa tre milioni
TERAMO. Cinque anni dopo la realtà sostanziale è in quei sessanta lavoratori rimasti a casa. Tutto il resto lo racconta l’inchiesta giudiziaria che la Procura chiude con una richiesta di processo per otto indagati per il fallimento Sogesa, la società che fino al 2012 gestiva la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti per conto del Cirsu, il consorzio formato da sei comuni successivamente fallito anch’esso. Perchè, è la ricostruzione del pm Stefano Giovagnoni, quel fallimento fu il risultato del mancato riconoscimento dei crediti vantati dalla Sogesa nei confronti del Cirsu. La Procura, che ha chiesto il rinvio a giudizio per ex vertici Cirsu e Sogesa, contesta l'accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale ai tre componenti dell'allora cda di Cirsu e Sogesa Angelo Di Matteo (ex presidente regionale di Legambiente prima del Cirsu), Diego De Carolis e Andrea Ziruolo e a due consulenti Mery Pistillo e Lorenzo Giammattei e quella preferenziale all'ex presidente del cda di Sogesa Gabriele Di Pietro, all'ex amministratore delegato di Sogesa Giovanni Marchetti e all'allora presidente del cda e ammistratore delegato di Deco Paolo Tracanna.
L’inchiesta è quella che in cui inizialmente erano stati indagati anche il rettore Luciano D’Amico e Lunella Cerquoni, nello loro vesti di ex presidenti del Cirsu, entrambi successivamente usciti con un’archiviazione chiesta dalla procura e accolta dal giudice. Secondo l'accusa della Procura (tutta da dimostrare in un eventuale dibattimento) dopo l'acquisizione da parte di Cirsu anche delle quote di Aia in Sogesa ,con la società diventata pubblica e con i due Cda a quel punto coincidenti,i vertici del Cirsu avrebbero occultato la maggioranza dei 3 milioni di crediti vantati da Sogesa nei confronti del consorzio, disconoscendoli anche sulla scorta delle consulenze affidate a Pistillo e Giammattei, con un accordo transattivo con il quale venivano riconosciuti a Sogesa solo 431mila euro circa, Si legge a questo proposito nell’avviso di conclusione: «In particolare Sogesa, società a capitale misto pubblico/privato costituita da Cirsu spa per la gestione operativa del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per conto dei Comuni soci, divenuta il 12 ottobre del 2011 società ad intero capitale pubblico, in conseguenza dell’acquisto del 100% del capitale sociale da parte di Cirsu che determinava, altresì, la perfetta coincidenza della governance tra le due società pubbliche attraverso la sottoscrizione dell’accordo transattivo del 7 novembre del 2011, subiva il disconoscimento delle seguenti poste di credito vantate dalla stessa Sogesa nei confronti di Cirsu per un importo pari a 3.120.130 in danno del ceto creditorio di Sogesa spa e ad esclusivo vantaggio di Cirsu che riconosceva crediti solo per un valore pari a euro 431.843,44». A far scattare l’inchiesta nel 2015 fu un esposto presentato da Di Matteo.
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