Cristina da Pizzano apre la città alle donne

14 Giugno 2014

Intitolata alla poetessa fondatrice del femminismo la sala polifunzionale di via Comi

TERAMO. Il primo passo per avere più donne nella toponomastica cittadina è stato fatto. Ieri pomeriggio la sala polifunzionale della Provincia è stata intitolata alla scrittrice e poetessa Cristina da Pizzano (Venezia, 1364 - Monastero di Poissy, 1431 circa). A scoprire la nuova targa affissa sul portone d’ingresso in via Comi 11 è stato il presidente della Provincia Valter Catarra, circondato dai ragazzi della seconda A del liceo scientifico Einstein di Teramo, a cui va il merito di aver segnalato il nome della scrittrice nell’ambito del concorso scolastico “Sulle Vie della Parità” promosso dal comitato “SeNonOraQuando?”. «È dai nomi delle vie che si parte per sradicare i pregiudizi che per prime noi donne abbiamo verso altre donne», ha detto Monia Pecorale del comitato Snoq, per cui era presente anche Antonietta Lucci, «la presenza di soltanto due donne nel nuovo consiglio regionale è una sconfitta, anche se noi siamo qui a festeggiare. Abbiamo avuto la possibilità di intitolare ad un personaggio femminile la sala polifunzionale di Teramo, un luogo importante per la cultura». E, come ha ricordato la scrittrice Aida Stoppa, autrice del libro “Io Cristina -storia di Cristina da Pizzano - alle origini della Querelle des femmes”, della cultura aveva fatto la sua arma d’elezione: «Era vissuta a cavallo tra ‘300 e ‘400 alla corte di Francia, in un ambiente aperto dove non vigevano le prescrizioni che altrove impedivano alle donne di studiare e di leggere. Nei suoi scritti parlava a favore di tutte coloro che non erano state fortunate come lei». Aida Stoppa ha ricordato anche che Cristina, «considerata da molti la fondatrice del femminismo moderno, fu una figura esemplare per il suo tempo perché riuscì dove molti uomini fallirono. Con il suo lavoro di scrittrice riuscì a sostentare da sola se stessa, i suoi tre figli, la madre e una parente di umili origini che accolse in casa». L’autrice, dopo aver elogiato il lavoro svolto dagli studenti, ha lasciato la parola all’insegnante Daniela Patriarca, che ha espresso tutto il proprio orgoglio per i suoi studenti: «I miei ragazzi hanno trovato degli spunti fondamentali nella storia di Cristina. È stata un modello di riferimento e come tale l’hanno colta. Passare in questa via e vedere la sala intitolata ad una donna di cultura è un privilegio, come lo è il mio mestiere». Anche il presidente Catarra ha espresso la propria soddisfazione per il risultato raggiunto, con un piccolo monito sugli obiettivi futuri: «Purtroppo non siamo ancora riusciti a far approvare come Provincia la carta europea sulla parità di genere. Spero che ci si riesca nei mesi che verranno, perché rappresenta un traguardo importante».(c.d.g.)

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