Croce celtica sui volantini, indagato Forconi

6 Aprile 2016

Il coordinatore di Forza Nuova e nove attivisti accusati dopo il sit-in teramano sulla legge Mancino

TERAMO. E’ la violazione della legge Mancino quella che la procura teramana contesta al coordinatore regionale di Forza Nuova Marco Forconi e a nove attivisti accusati di aver distribuito volantini raffiguranti una croce celtica. L’accusa si basa sulla legge Mancino del 1993, il cui articolo 1 recita: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi». Nei giorni scorsi il pm Stefano Giovagnoni ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini per i fatti avvenuti a Teramo il 3 novembre del 2012 in piazza Cellini. In quell’occasione i militanti di Forza Nuova organizzarono un volantinaggio, all’epoca regolarmente autorizzato, per protestare proprio contro la legge Mancino che assicura protezione contro le discriminazioni motivate da condizioni razziali, etniche , nazionali e religiose. La legge del 1993, tra le altre cose, vieta l’esposizione e l’utilizzo di simbologie estremiste quali proprio la croce celtica. Il motivo della manifestazione, al termine della quale ci furono momenti di tensione con alcuni gruppi di estrema sinistra, era stata l’ iscrizione nel registro degli indagati di alcuni esponenti di destra per aver esposto il simbolo nel corso di una precedente manifestazione sempre a Teramo (processo nel frattempo concluso e al termine del quale Forconi è stato assolto). (d.p.)

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