Crolla il ponte, bloccata la strada: automobilisti chiudono l’accesso

31 Dicembre 2022

Cede nella notte un’estremità della vecchia struttura lungo la provinciale 12 tra Sant’Omero e Bellante  I tecnici: «Danno probabilmente creato da un sovraccarico, da valutare abbattimento e ricostruzione»

SANT’OMERO. L’estremità si è staccata dal punto di appoggio sul terreno, inclinando la struttura e spaccando la carreggiata. Solo il caso ha voluto che il cedimento del ponte sul Salinello lungo la strada provinciale 12, tra Sant’Omero e Bellante, non sia sfociato in tragedia. A evitare guai peggiori, lungo quel tratto che dalla collina scende verso la trafficata fondovalle, la cosiddetta bonifica del Salinello, è stata la buona sorte ma anche la prontezza degli automobilisti che si sono ritrovati davanti la strada collassata. Sono stati loro, quando erano da poco passate le 23 di giovedì, a stendere un nastro da cantiere tra i due lati del ponte crollato, impedendo che con il buio qualche altra auto di passaggio finisse nella voragine. Sul posto, in località Collerenti, sono intervenute squadre dei vigili del fuoco che, insieme ad operai della Provincia, hanno posizionato barriere in cemento, mettendo in sicurezza l’area e bloccando l’accesso al ponte. A seguire l’intervento c’era anche Diego Di Bonaventura, presidente dell’amministrazione provinciale proprietaria della strada.
Nella prima mattinata di ieri i tecnici dell’ente hanno avviato gli accertamenti per verificare le cause del crollo del ponte sul quale è prevista, come riporta la segnaletica, una limitazione di carico a 12,5 tonnellate. La struttura, realizzata negli anni ‘50, era stata già sottoposta nel 2018 a un intervento di consolidamento delle fondazioni sulla pila a sud, che si trova quindi nel comune di Bellante, con fondi propri della Provincia. Sulle opere già realizzate e da completare si sono innescate polemiche da parte di cittadini che utilizzano quella strada per andare a lavorare e ieri mattina sono stati dirottati su percorsi alternativi. Chiarimenti, almeno iniziali, sulle cause effettive del cedimento sono forniti dal dirigente dell’area Viabilità della Provincia Francesco Ranieri. «Il ponte è attenzionato da tempo e da un primo sopralluogo condotto dagli uffici abbiamo potuto riscontrare un cedimento della spalla sul lato di Bellante», spiega, «che sembrerebbe non essere riconducibile al crollo della fondazione, ma probabilmente a un sovraccarico della struttura oltre i limiti di peso imposti». Il problema, insomma, non avrebbe nulla a che vedere con l’efficacia dei lavori avviati dall’ente. L’intervento sulla struttura in teoria dovrebbe proseguire con ulteriori opere previste, ma a questo punto la strategia è destinata a cambiare. «Ieri mattina ho sentito il sottosegretario regionale Umberto D’Annuntiis e gli uffici del Genio civile e da un loro primo riscontro è emerso che si farà subito la messa in sicurezza con lavori per circa 200mila euro per i quali sono richiesti un paio di mesi», evidenzia Di Bonaventura, «ma se il tipo di danno è quello che si ipotizza dopo i controlli iniziali, sarà necessario abbattere e ricostruire il ponte con una spesa stimata in circa due milioni di euro». Il presidente non si sottrae alle contestazioni da parte dei cittadini che saranno costretti a subire disagi, ma tiene anche a precisare le problematiche della struttura crollata e di altre simili. «Si tratta di un ponte concepito dopo la seconda guerra mondiale per una viabilità ridotta e che invece deve sopportare un carico molto più pesante», osserva, «per i ponti in questo stato servirebbe un piano Marshall di ricostruzione».
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