D’Alberto: i debiti con la Team scaricati dal centrodestra

24 Maggio 2018

Accuse alla passata amministrazione per l’allarme sui conti «Ha nascosto il problema lasciandolo a chi arriverà dopo»

TERAMO. «Il centrodestra ha scaricato i debiti con la Team sulla prossima amministrazione». La minacciata da parte della società partecipata di citare in giudizio il Comune per incassare tre milioni di euro che le sarebbero dovuti dall’ente non passa inosservata a Gianguido D’Alberto. Il candidato sindaco di alleanza civica e Pd torna così alla carica con una denuncia che più volte ha esposto quand’era in consiglio comunale. «Il centrodestra, chiamato a rispondere sui debiti accumulati dal Comune nei confronti della Team ha sempre cercato maldestramente di negare o minimizzare, la situazione», ricorda D’Alberto, «con il paradosso che se da un lato, con l’approvazione del bilancio, si confermava la bontà della pretesa creditoria nei confronti del Comune, dall’altro lato, con l’adozione del rendiconto, lo stesso Comune contestava una parte importante del medesimo credito».
La passata amministrazione, in pratica, avrebbe contraddetto sé stessa pur di non affrontare il problema. Per D’Alberto si tratta dunque di valutare la questione, accertando l’effettiva entità dei debiti a carico e del Comune anche alla luce del rifiuto da parte del commissario Luigi Pizzi a riconoscere come tali gli 1,2 milioni di Tari non pagata dagli utenti negli anni scorsi. Toccherà alla prossima amministrazione, comunque, l’individuazione di una soluzione che soddisfi le legittime richieste della società partecipata senza pregiudicare la tenuta dei conti dell’ente. Il candidato sindaco, tra l’altro, fa notare che circa un milione dell’ammontare complessivo del debito «deriva dagli effetti della gravissima mancata approvazione dei consuntivi relativi alla tariffa». A detta di D’Alberto, però, il rapporto tra crediti e debiti che coinvolge Team e Comune non è l’unico problema da affrontare dopo le elezioni. «Tra i primi atti che la nuova amministrazione dovrà necessariamente compiere c’è quello di un radicale cambio di passo nella gestione del ciclo dei rifiuti a partire proprio dalla società partecipata», fa sapere il candidato, «per troppi anni asservita a logiche che nulla avevano a che fare con la necessità di garantire ai cittadini un servizio efficiente a costi sostenibili». Andranno affrontati senza ulteriori indugi, quindi, la questione del nuovo socio privato, tutt’ora in sospeso, e il contenimento della tariffa. (g.d.m.)
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