D’Alberto: «La ricostruzione non può essere a costo zero»

25 Novembre 2019

TERAMO. «È un’illusione, e anche un paradosso, pensare di poter sbloccare la ricostruzione senza impegnare risorse aggiuntive importanti. Questo è l’ultimo appello e serve coraggio: il Mef (ministero...

TERAMO. «È un’illusione, e anche un paradosso, pensare di poter sbloccare la ricostruzione senza impegnare risorse aggiuntive importanti. Questo è l’ultimo appello e serve coraggio: il Mef (ministero dell’Economia e finanze ndr) non può fare le barricate e bloccare ogni nostra richiesta».
L’appello a prevedere maggiori coperture economiche per gli interventi post sisma, soprattutto per quanto riguarda il personale, arriva dal sindaco di Teramo e presidente regionale dell’Anci Gianguido D’Alberto che pur accogliendo con favore il cambio di metodo da parte del Governo sottolinea come ad oggi il grosso delle norme chieste dai territori per la semplificazione della ricostruzione pubblica e privata e per l’incremento di personale da distribuire ai Comuni non abbia trovato risposta. «Sicuramente rispetto al passato riscontriamo un’inversione di tendenza», commenta D’Alberto, «per la prima volta infatti c’è un decreto ad hoc sul sisma del centro Italia e ci sono stati sia diversi incontri con il governo che varie riunioni nelle commissioni. Ma l’ostacolo più forte e rilevante che continuiamo a riscontrare, come c’è stato confermato da tutti, è la resistenza da parte del Mef a far passare le norme fondamentali per la ricostruzione». Norme che, continua D’Alberto, comportano ovviamente degli oneri finanziari. «La ricostruzione non si può fare a costo zero, è impensabile», insiste il sindaco. Da qui l’invito, a fronte dei vari passaggi che il decreto dovrà fare prima alla Camera e poi al Senato e anche in vista della prossima legge di bilancio, a prevedere apposite coperture. «Come abbiamo già detto siamo in un momento storico particolare», conclude il primo cittadino, «in cui serve coraggio per sbloccare finalmente la ricostruzione. Un coraggio vero e reale che non può che tradursi in risorse da mettere a disposizione. Se il presidente Conte ha assunto il massimo impegno, pur nella difficoltà a reperire risorse, se il sottosegretario Fraccaro ci ha chiamato a palazzo Chigi per un confronto, il Mef non può fare le barricate neutralizzando ogni impegno con un principio legato alla spesa che in questo caso non ha nessuna ragione di esistere». (a.m.)
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