D’Alberto: «Non riapro le medie» Oggi restano a casa mille alunni

9 Dicembre 2020

Il sindaco del capoluogo, unico in provincia, ordina alle classi seconde e terze di non rientrare «Serve prudenza, il conflitto Regione-Governo ci lascia in una situazione d’incertezza inaccettabile»

TERAMO. Restano chiuse le seconde e terze medie del comune di Teramo: gli oltre mille studenti delle 54 classi interessate proseguiranno con la didattica a distanza fino a provvedimento contrario. È la decisione assunta dal Comune al termine del tavolo istituzionale con le dirigenti scolastiche e dopo aver sentito anche gli uffici scolastici provinciali e regionali. Il sindaco Gianguido D’Alberto nel pomeriggio ha firmato la relativa ordinanza.
Una decisione in controtendenza con quella assunta da tutti gli altri Comuni del Teramano, dove questa mattina anche le seconde e terze medie torneranno a fare lezione in presenza, in ottemperanza all'ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio. «A conclusione del tavolo istituzionale con il mondo della scuola abbiamo deciso di non riaprire in presenza per le seconde e terze medie, che continueranno a seguire le lezioni in Dad», ha detto il primo cittadino, «e questo fino a nuova disposizione o chiarimenti in merito alla situazione epidemiologica e di classificazione dell'Abruzzo». La decisione di confermare la chiusura è stata assunta sulla scorta delle ultime valutazioni del comitato tecnico scientifico nazionale, sulla scorta delle quali l'ordinanza del ministro Speranza del 5 novembre aveva lasciato l'Abruzzo in zona rossa. «È una decisione di responsabilità», ha continuato il primo cittadino, «il conflitto istituzionale che si è creato a seguito dell'ordinanza della Regione non può essere tollerato se riferito alle scuole, dove dobbiamo muoversi secondo il principio della massima precauzione. Non è una questione di zona rossa o arancione. Questa situazione di disordine ci mette in una zona grigia che è inaccettabile quando si parla della sicurezza dei nostri ragazzi e del mondo della scuola».
Mondo della scuola che, nel momento in cui il Governo dovesse decidere di porre l'Abruzzo in zona arancione, sarebbe pronto a ripartire in presenza anche per le seconde e terze medie. «Noi eravamo già pronti a ripartire», ha precisato l'assessore alla pubblica istruzione Andrea Core, «ma abbiamo applicato il principio di massima precauzione come è giusto che sia, sottraendo le scuole allo scontro politico istituzionale che si sta consumando. Nel momento in cui ci stiamo avvicinando al Natale, in cui ci stiamo preparando a uno screening di massa sul territorio, credo che questo principio di precauzione abbia un doppio valore».
La decisione del Comune di Teramo aprirà, molto probabilmente, un altro fronte di scontro con la Regione ma era nell'aria già dal momento successivo alla pubblicazione dell'ordinanza. Il sindaco, infatti, fin dal primo momento aveva dichiarato come l'ordinanza di Marsilio fosse illegittima, seppur vigente e quindi applicabile, evidenziando come se da un lato i commercianti avrebbero potuto riaprire senza sanzioni per le scuole il percorso sarebbe stato diverso, e invitando Regione e Governo a ricucire lo strappo. Un appello che a oggi è rimasto nel vuoto.
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