D’Alberto (Pd): «Ora si complica il recupero del teatro romano»

26 Febbraio 2017

TERAMO. «ll recupero del teatro romano rischia di essere definitivamente compromesso». L'emergenza sisma, unita ai ritardi dell'amministrazione comunale, potrebbe affossare il progetto di cui si...

TERAMO. «ll recupero del teatro romano rischia di essere definitivamente compromesso». L'emergenza sisma, unita ai ritardi dell'amministrazione comunale, potrebbe affossare il progetto di cui si parla da anni e che non ha ancora visto la luce. È quanto sostiene il capogruppo del Pd in Comune Gianguido D'Alberto, secondo cui l'aggravamento delle condizioni di casa Salvoni a causa delle ripetute scosse sismiche mette in pericolo la realizzazione dell'intervento approvato in consiglio ormai sette anni fa. L'edificio, da abbattere insieme a quel che resta di palazzo Adamoli per far riaffiorare dal terreno la cavea da destinare a spettacoli all'aperto, dev'essere acquisito dal Comune che però non avrebbe ancora fatto passi in questo senso. «I proprietari hanno fatto sapere per lettera», precisa D'Alberto, «che da 2013 non sono stati più contattati dall'ente». Nel frattempo la situazione dell'immobile, già lesionato dal terremoto del 2009, è peggiorata a causa delle recenti scosse. Sarebbero necessari, dunque, lavori di messa in sicurezza che quanto meno, a detta del rappresentante del Pd, renderebbero ancor più complessa la procedura di recupero funzionale del teatro romano. L'instabilità di casa Salvoni, inoltre, tiene in apprensione i residenti negli edifici circostanti che potrebbero essere coinvolti in eventuali crolli. «Il problema della sicurezza, che resta comunque prioritario», fa notare il consigliere, «s'intreccia con l'intervento previsto sul teatro per il quale è dunque necessaria un'accelerazione». Il capogruppo Pd sollecita l'amministrazione a convocare al più presto i proprietari dell'immobile per definire gli adempimenti relativi all'acquisizione di casa Salvoni. «Se avessimo il progetto esecutivo, sarebbe tutto più semplice», sottolinea D'Alberto, «ma il Comune è in estremo ritardo». Finora, anche a causa di ricorsi al Tar e lungaggini burocratiche, non è stata avviata la progettazione esecutiva dell'intervento. «Non c'è più altro tempo da perdere», conclude il capogruppo del Pd, «e in ogni caso l'abbattimento di casa Salvoni e palazzo Adamoli deve restare un punto fermo del progetto, così come deliberato dal consiglio comunale». (g.d.m.)

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