D’Alberto, richiamo all’unità: «Adesso giochiamo di squadra»

4 Luglio 2024

Il sindaco difende la scelta di modificare la giunta, l’opposizione spara a zero su tempi e modi Restano al proprio posto i consiglieri di Teramo Vive invitati da Di Bonaventura a cambiare gruppo

TERAMO. Il rimpasto è stato il protagonista assoluto del consiglio comunale di Teramo, tornato a riunirsi ieri pomeriggio. Il primo punto all'ordine del giorno, dedicato all'ingresso di nuovi assessori e consiglieri comunali, ha acceso il dibattito: il sindaco Gianguido D'Alberto ha illustrato le ragioni delle sue scelte, senza entrare nel merito del lavoro svolto dai singoli assessori sostituiti, fatto un richiamo al senso di responsabilità di tutti (a partire da se stesso e dalla sua maggioranza) e ricordato l'attività svolta negli ultimi sei anni in termini di grandi progetti per la città.
Parole, le sue, che hanno prestato il fianco all'opposizione per sparare a zero su tempi e modi del rimpasto, ma anche per tornare a criticare le azioni amministrative. «Ogni modifica di giunta rientra nelle prerogative del sindaco che ha il dovere di valutare qual è l'assetto di una giunta più funzionale in una determinata fase, tenuto conto che Teramo è anche un ente che ha rilevanza politica non solo amministrativa», ha esordito D'Alberto, «i tempi e l'ampiezza di ogni modifica dell'esecutivo spettano al sindaco: ho scelto di affrontare questa fase con una revisione ampia. Non esiste una giunta buona ad ogni stagione, né giunte permanenti o a tempo: esistono esecutivi che il sindaco ritiene più giusti ad affrontare il tempo che si vive. Non è in gioco il singolo, ma la formazione più funzionale».
Poi l'appello del primo cittadino alla responsabilità e all'unità: «Chiedo a tutti: giochiamo di squadra. In un esecutivo non si può scegliere di costruire il consenso sui problemi e non sulle soluzioni», ha aggiunto D'Alberto. Il riferimento era all'ex assessore Valdo Di Bonaventura.
Per quest'ultimo non c'è stata una levata di scudi da parte dei consiglieri del suo gruppo, Teramo Vive. Ieri in aula era assente il capogruppo, Simone Mistichelli, presenti Debora Fantozzi e Michele Raiola. Al loro posto, nonostante tramite una nota Di Bonaventura li abbia invitati a lasciare Teramo Vive per la mancata solidarietà espressa verso di lui e per l'assenza della compagine in giunta. Ad intervenire a difesa di Di Bonaventura è stato invece dall'opposizione Alessio D'Egidio, di Azione, che ha chiesto conto della bontà del lavoro degli assessori rimossi ed ha incalzato il sindaco così: «La candidatura di Valdo alle regionali con Azione, a sostegno di D'Amico, ha segnato il suo destino? Ma lei è un sindaco di centrosinistra? Quale logiche la guidano per aver accordato due assessori ad una civica e neppure uno a Teramo Vive? Faccio un appello ai consiglieri di Teramo Vive: abbiate un sussulto di dignità per rispetto dei cittadini la cui volontà è stata disattesa, fate sentire la vostra voce magari passando di qua», ha detto D'Egidio.
Anche da Forza Italia sono piovute critiche: Mario Cozzi ha accusato D'Alberto di non aver motivato ai cittadini le scelte fatte col rimpasto e Carlo Antonetti, invocando le dimissioni del sindaco, l'ha accusato di essere politicamente ostaggio di Sandro Mariani, Camillo D'Angelo e Mauro Di Dalmazio. Il leghista Berardo Rabbuffo ha rincarato la dose, portando all'attenzione anche il malcontento dei residenti della Cona che ieri si sono presentanti in consiglio comunale per chiedere lumi sulla delocalizzazione della centrale Enel e sull'installazione “a sorpresa” di due tralicci. A discussione sul punto chiusa, sono stati presentati i nuovi assessori: Marco Di Marcantonio, Graziella Cordone e Miriam Tulli e si è proceduto con la surroga delle consigliere Martina Maranella, Valeria Di Giandomenico e Lorenza Contrisciani.
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