D’Alberto: serve una legge per il collegio elettorale

28 Novembre 2020

Il sindaco invita tutte le forze a mobilitarsi per modificare lo schema di decreto e scongiurare la divisione dei comuni della provincia tra Pescara e L’Aquila

TERAMO. «È il momento nel quale si devono chiamare a raccolta tutti gli attori istituzionali per chiedere un riequilibrio della rappresentanza, un nuovo assetto, un nuovo disegno». Il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto torna sullo schema di decreto legislativo che, ridisegnando i collegi elettorali dopo la riforma sul taglio dei parlamentari, cancella il collegio uninominale di Teramo, accorpando elettoralmente la provincia in parte a Pescara e in parte, compreso il capoluogo, all'Aquila. E lo fa evidenziando la necessità di modificare l'attuale legge elettorale e di attuare una riforma costituzionale complessiva.
«A queste condizioni il sistema misto non tiene più, perché va a comprimere la rappresentanza», spiega D'Alberto, «quindi o si va verso l'uninominale puro, ma in un sistema come il nostro dove ci sono tutti questi partiti non è sostenibile, o si va verso il proporzionale puro, con tutti collegi plurinominali e le preferenze, in modo tale che tutti i territori siano rappresentati». D'Alberto torna infatti a ribadire come il nodo cruciale sia quello della ricostruzione del rapporto diretto tra eletto ed elettore, saltato da tempo. Un rapporto svilito, secondo il primo cittadino, dal sistema delle liste bloccate. «L'errore che è stato fatto in questi anni, e lo dico da tecnico, è che non c'è stata la forza di cambiare la forma di Governo o di razionalizzarla», continua il sindaco, «e si è preteso di modificarla intervenendo sulla legge elettorale. Il mix tra uninominale e plurinominale è finalizzato a questo, ma non funziona». Quanto accaduto con il taglio del parlamentari, dunque, dovrebbe rappresentare l'occasione per D'Alberto di rivedere tutto l'assetto di governo. «Serve una svolta», conclude, «si scelga o l'uninominale puro o il proporzionale puro con le preferenze. Le vie di mezzo non tengono più. Però in entrambi i casi ci muoveremmo con una forma di governo invariata. Il vero limite di questa riforma costituzionale è che si è limitata a dare un taglio al numero dei parlamentari senza modificare il rapporto tra Governo e Parlamento. Adesso è necessario che ci si muova trasversalmente a difesa del territorio».
Tra gli interventi sul tema anche quello del costituzionalista Enzo Di Salvatore, per il quale con l'attuale sistema e la cancellazione del collegio uninominale su Teramo «la provincia non riuscirà ad eleggere nessuno. Con l'uninominale verrà favorito il candidato più forte». Che, visto il peso elettorale del Teramano, smembrato tra Pescara e L'Aquila, difficilmente potrà essere un teramano.
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