D’Alberto si rimette la fascia: «C’è da ridare un ruolo alla città»

L’unica sorpresa dopo il riconteggio delle schede è l’ingresso di Core al posto di Valentina Papa Cavallari verso il ritorno in giunta anche se ambisce alla Regione: dovrebbe dimettersi solo se eletto
TERAMO. Con la proclamazione degli eletti si è ufficialmente aperto ieri il secondo mandato del sindaco Gianguido D'Alberto. I lavori della commissione elettorale presieduta dal giudice Giuseppe Marcheggiani, che ha proceduto in questi giorni alla verifica e ai riconteggi delle schede, si sono conclusi in mattinata e l'unica sorpresa sul fronte dei consiglieri comunali eletti riguarda la lista “Insieme Possiamo”: al posto dell'avvocata Valentina Papa, risultata inizialmente la sesta più votata, subentrerà in assise Andrea Core, inizialmente settimo. In base ai controlli, l'ex assessore ha ottenuto più preferenze della collega candidata, che troverà comunque posto fra i banchi della maggioranza non appena sarà messa a punto la nuova giunta che, ha assicurato D'Alberto, «verrà formalizzata a stretto giro: da qui a venti giorni ci sarà il primo consiglio comunale nel quale deve essere per legge comunicata».
Sulla squadra di governo il sindaco è al lavoro: dovrà bilanciare il peso delle liste, il lavoro svolto da chi è stato rieletto e i voti incassati dai singoli. Vanno così verso una riconferma, salvo sorprese, gli assessori uscenti Valdo Di Bonaventura, Graziano Ciapanna, Antonio Filipponi, Ilaria De Sanctis e Giovanni Cavallari. Quest'ultimo, con il suo record di preferenze, potrebbe riavere il settore dei lavori pubblici e la tentazione di una candidatura regionale non lo farebbe desistere dal portare avanti il percorso già fatto in giunta. Potrebbe accogliere l'assessorato e candidarsi per la Regione, lasciando però poi il Comune in caso di elezione.
Alla cerimonia di ieri non hanno preso parte tutti gli eletti: erano assenti l'avversario diretto di D'Alberto, Carlo Antonetti, diversi rappresentanti dell'opposizione e alcuni della maggioranza. Le ragioni sono legate allo scarso preavviso della proclamazione (comunicata ieri mattina un'ora prima), che non ha permesso a tutti di organizzarsi con gli impegni di lavoro. Fra le novità del consiglio comunale appena costituito c'è il Movimento cinque stelle che, rispetto alla precedente consiliatura, è passato dall'altra parte della barricata: Pina Ciammariconi, eletta, siederà fra i banchi della maggioranza grazie all'accordo pre-elettorale stretto con D'Alberto. Diversi i volti nuovi alla prima esperienza in Comune. Per la maggioranza: Valentina Papa (Insieme Possiamo), Fiorenzo Falasca (In Comune per Te), Deborah Fantozzi (Teramo Vive), Miriam Tullii e Alessandra Ferri (Bella Teramo); per l'opposizione Niki Bartolini (Teramo sul serio), Laura Angeloni (Futuro In) e Alessio D'Egidio (AmoTe). Con la scelta degli assessori ci saranno le surroghe, con ingressi nuovi per ogni lista di maggioranza.
La coalizione civico-politica allargata del D'Alberto bis inizia ora il suo cammino. «Teramo riparte da un percorso avviato cinque anni fa: il nostro progetto è ambizioso, di investimento per la città. Una città che vogliamo portare verso una centralità autentica, facendone riferimento del territorio provinciale e regionale. Metteremo a sistema tutto il lavoro svolto guardando al 2028: ci aspetta una sfida importante, che ci trova pronti», ha detto il sindaco.
anniversario di capaci:
il messaggio di d’alberto
Il primo cittadino ieri ha diffuso un messaggio per il 31° anniversario della strage di mafia di Capaci, nella quale morirono il giudice Falcone, la moglie e gli agenti della scorta. «Ai più giovani», scrive D’Alberto, «desidero che arrivi un chiaro messaggio, ovvero evitare di commettere l’errore di considerare la mafia come qualcosa che non ci riguarda, come un fenomeno confinato solo a una parte del Paese. Per continuare la battaglia di chi ci ha preceduti dobbiamo ispirarci a una frase di Falcone (“Se vogliamo combattere efficacemente la mafia, non dobbiamo trasformarla in un mostro né pensare che sia una piovra o un cancro. Dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia”) ricordando come la mafia sia innanzitutto un atteggiamento culturale, che si declina in tutti i comportamenti omertosi, di silenzio di fronte ai soprusi, di rassegnazione di fronte a chi, ancora oggi, utilizza il lavoro come merce di scambio. Comportamenti che dobbiamo combattere ogni giorno, avendo come faro il sorriso di tutte quelle donne e uomini che, pur consapevoli dell’enorme rischio, hanno servito lo Stato fino al sacrificio della vita. Insieme possiamo contrastare la cultura mafiosa, tutti i giorni!».
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